Cobolli e l'aneddoto tutto da ridere dopo l'incontro con Totti all'Olimpico: "Ma ti sei cag... addosso?"

Aneddoti, curiosità e retroscena raccontati dal tennista italiano, reduce dalla finale al Roland Garros persa contro Zverev: la sua passione per la Roma non ha confini
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Flavio Cobolli, tra l'amore per la Roma e la passione per il tennis. A pochi giorni dalla sua prima finale al Roland Garros, torna a parlare il tennista italiano che ha recentemente scalato posizioni nel ranking ATP, nonostante il ko contro il tedesco Zverev. Tra aneddoti, retroscena e curiosità, il talento classe 2002 ha svelato anche di convivere con la fede laziale della fidanzata Matilde ("non tutti sono perfetti...") e di conoscere a memoria i gol della partita scudetto del 2001, pur "rosicando" per non aver vissuto un tricolore in prima persona. E anche contro quel Parma, c'era un idolo come Francesco Totti.

Cobolli, il siparietto con Totti: "Ao, quindi te sei ca...to addosso?"

L'amore di Cobolli per la Roma, si sa, è un affare di famiglia: "Siamo abbonati in Curva Sud da quando sono bambino. La Roma è la nostra vera passione, ancor più del tennis. E un giocatore romano e romanista spera sempre che suo figlio possa calpestare quel campo almeno una voglia. Non è successo e forse è meglio così", ha detto con un sorriso il tennista capitolino, protagonista di un'intervista rilasciata al canale YouTube di Pasta Felicia. Dalla Roma ai suoi simboli, con Totti e De Rossi che rappresentano inevitabilmente due autentici riferimenti. Nel caso dell'iconico numero 10 giallorosso, anche per via di un simpatico episodio: "Ho un aneddoto: ho conosciuto De Rossi, conosco meno Totti. Ma Francesco è una leggenda, una persona che considero vicina a Dio, a Roma. Quando sono andato in hospitality avevo perso da poco in Australia e appena mi ha visto mi ha detto: 'Ao, quindi te sei ca...ato addosso?!'. Lì se ne è andato: io e mio padre abbiamo riso tantissimo! Era informatissimo", ha raccontato Cobolli.

Cobolli e la Curva Sud: "Non sono abituato a stare seduto, vado lì!"

Vivere la Curva Sud è per Flavio, così come per tanti tifosi giallorossi, un'experience difficile da spiegare: "Stare in piedi per tre ore è una delle cose che più mi rilassa. Vado in Curva Sud. Quest'anno sono andato una volta in hospitality e per tre minuti ho dormito: non sono abituato a stare seduto. Mi sono ritrovato col sonno e ho detto ai miei: 'Vi prego, non lo rifacciamo!'. Ho bisogno di stare in Curva. Lì mi riconoscono, ma i tifosi non sono invasivi: sanno che fino a fine partita non deve venire nessuno". E poi, ci sono i tatuaggi che richiamano tale romanità: "C'è il Lupetto di Gratton. In famiglia lo abbiamo io, mio padre e mio fratello. Poi ho la fascia di capitano di De Rossi, il mio primo tatuaggio: 'Sei tu l’unica mia sposa, sei tu l’unico mio amor'. Sulla coscia ho un 'Fino alla vittoria', una coreografia che ho visto in Roma-Leicester, anno della Conference". E infine, non certo per importanza, quella frase di Bruno Conti, secondo cui pochi sceglierebbero uno sport diverso dal calcio come ha fatto Cobolli: "In quel caso, giochi con la squadra per cui tifi e dire di no è difficile! Lui giocava a baseball, ma credo che anche lui abbia fatto la scelta giusta", ha sottolineato il talento romano.

 


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