Grosso, il Sassuolo e il ricordo dell'aggressione: "Se rivedo quella prima pagina..."

L'allenatore degli emiliani protagonista di un'intervista a tutto campo tra passato, presente e futuro in attesa della sfida con il Milan

“Siamo molto contenti della partenza di quest’anno ma restiamo molto realisti. Il livello del campionato è alto, una competizione difficilissima”. Così Fabio Grosso si racconta nel nuovo episodio di Storie di Serie A (il format di Lega Serie A che dà voce ai protagonisti del grande calcio italiano, e che per alcune interviste esclusive, quest’anno vede anche il coinvolgimento editoriale di Dazn) a due giorni da Milan-Sassuolo, gara valida per la quindicesima giornata di Serie A, in programma domenica 14 dicembre con calcio d'inizio alle 12:30. Grosso ha spiegato: “Nella mia carriera ho affrontato tante difficoltà, amo affrontare le sfide e starci dentro perché è nelle difficoltà e nel loro affronto che si diventa migliori”.

Grosso, il Sassuolo e il ritorno in Serie A: "Un bel percorso"

Il Sassuolo va dopo essere tornato in Serie A: “In Serie B abbiamo fatto un bel percorso. Ci ha permesso di gettare le basi per questa stagione. Ricordo bene tutte le difficoltà che abbiamo attraversato e come le abbiamo affrontate. Il giocatore su cui ho fatto più fatica a farlo calare nella realtà della B è stato Laurienté. Le sue intenzioni erano quelle di andare via, poi però si è messo in carreggiata, abbiamo creato un bellissimo spirito comune e compiuto quello che dovevamo". Sui metodi di allenamento: “Mi piace lasciare messaggi sulla lavagna in spogliatoio e appuntarmi delle cose mentre facciamo le riunioni. Ci piace parlare, però si dice che, quando parli dimentichi, quando vedi ricordi e quando fai capisci. Quindi, è importante unire queste tre cose per progredire”.

L'assalto dei tifosi del Marsiglia, Grosso: "Mi sono reso conto che in un attimo le cose possono cambiare"

Grosso ha poi ricordato l'assalto dei tifosi del Marsiglia ai tempi in cui allenava il Lione: “Quando rivedo l'immagina della prima pagina dell’Equipe con il mio volto insanguinato scatta il ricordo di una brutta giornata a livello personale. Mi sono reso conto che in un attimo le cose possono cambiare, che si è fragili in una vita che spesso ci porta a pensare di essere potenti. In quella triste giornata mi sono reso conto di quanti passi in avanti ci siano ancora da fare. Passando tanto tempo sui pullman ogni tanto mi capita di rivivere quei momenti”.


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Sassuolo

Grosso, il ricordo del rigore decisivo al Mondiale 2006

Ma il passato è fatto anche di ricordi bellissimi. Tornando sul rigore decisivo contro la Francia nella finale del Mondiale del 2006, Grosso ha raccontato: “Il rigore del 2006 non mi è mai capitato di sognarlo, né in positivo né di averlo sbagliato. Se fossi stato io l’allenatore avrei affidato a me quel rigore perché mi piace prendermi le responsabilità, sia da giocatore sia da allenatore”.

Grosso, l'addio al calcio e la Nazionale

Grosso ha inoltre parlato del suo addio al calcio: “La Juventus con cui vinsi lo scudetto mostrava già il potenziale per intraprendere il percorso dei nove scudetti. Tutto nasceva dalla società e dalla qualità delle persone che sceglievi, elementi che si percepivano chiaramente. Io, però, avevo deciso di ritirarmi a metà stagione e ho lasciato il calcio a modo mio, praticamente senza che quasi nessuno se ne accorgesse”. Sulla Nazionale di oggi: “È un momento in cui dobbiamo ritrovare fiducia perché abbiamo le caratteristiche per rifare ciò che non riusciamo a fare da troppo tempo. Questo è il tipo di pensiero che mi piace avere: altrimenti vediamo sempre solo bianco o nero, perché fa più notizia. In realtà, veniamo da anni difficili in cui non siamo riusciti a qualificarsi per il Mondiale, ma solo pochi anni fa siamo stati campioni d’Europa. Dobbiamo cogliere gli aspetti positivi, senza nascondere quelli negativi, e restare fiduciosi, perché abbiamo persone con qualità calcistiche e umane importanti".


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“Siamo molto contenti della partenza di quest’anno ma restiamo molto realisti. Il livello del campionato è alto, una competizione difficilissima”. Così Fabio Grosso si racconta nel nuovo episodio di Storie di Serie A (il format di Lega Serie A che dà voce ai protagonisti del grande calcio italiano, e che per alcune interviste esclusive, quest’anno vede anche il coinvolgimento editoriale di Dazn) a due giorni da Milan-Sassuolo, gara valida per la quindicesima giornata di Serie A, in programma domenica 14 dicembre con calcio d'inizio alle 12:30. Grosso ha spiegato: “Nella mia carriera ho affrontato tante difficoltà, amo affrontare le sfide e starci dentro perché è nelle difficoltà e nel loro affronto che si diventa migliori”.

Grosso, il Sassuolo e il ritorno in Serie A: "Un bel percorso"

Il Sassuolo va dopo essere tornato in Serie A: “In Serie B abbiamo fatto un bel percorso. Ci ha permesso di gettare le basi per questa stagione. Ricordo bene tutte le difficoltà che abbiamo attraversato e come le abbiamo affrontate. Il giocatore su cui ho fatto più fatica a farlo calare nella realtà della B è stato Laurienté. Le sue intenzioni erano quelle di andare via, poi però si è messo in carreggiata, abbiamo creato un bellissimo spirito comune e compiuto quello che dovevamo". Sui metodi di allenamento: “Mi piace lasciare messaggi sulla lavagna in spogliatoio e appuntarmi delle cose mentre facciamo le riunioni. Ci piace parlare, però si dice che, quando parli dimentichi, quando vedi ricordi e quando fai capisci. Quindi, è importante unire queste tre cose per progredire”.

L'assalto dei tifosi del Marsiglia, Grosso: "Mi sono reso conto che in un attimo le cose possono cambiare"

Grosso ha poi ricordato l'assalto dei tifosi del Marsiglia ai tempi in cui allenava il Lione: “Quando rivedo l'immagina della prima pagina dell’Equipe con il mio volto insanguinato scatta il ricordo di una brutta giornata a livello personale. Mi sono reso conto che in un attimo le cose possono cambiare, che si è fragili in una vita che spesso ci porta a pensare di essere potenti. In quella triste giornata mi sono reso conto di quanti passi in avanti ci siano ancora da fare. Passando tanto tempo sui pullman ogni tanto mi capita di rivivere quei momenti”.


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