Il Catanzaro risponde duramente al Palermo: "I nostri calciatori aggrediti, mentre sugli spalti..."
ROMA - Non si placano le polemiche dopo il finale infuocato (in campo e sugli spalti) di Palermo-Catanzaro, ritorno della semifinale playoff di Serie B che ha visto i rosanero di Pippo Inzaghi vincere senza riuscire però a staccare il pass per la finale contro il Monza. E mentre dal giudice sportivo sono arrivate multe e squalifiche, con la procura federale che ha aperto un'inchiesta, oggi è andato in scena un botta e risposta a distanza tra i due club che hanno espresso le rispettive posizioni in dei comunicati ufficiali.
La versione del Palermo
"Il giorno dopo la partita con il Catanzaro al Barbera, il Palermo Fc si ritrova a prendere atto con estremo disappunto di dichiarazioni, rilasciate ad organi di stampa da chi non era neanche presente in loco, che mistificano del tutto la realtà di quanto di spiacevole accaduto nella tribuna autorità - si legge in una nota diffusa dal club rosanero -. Uno scenario deplorevole, prima provocato e poi innescato da ingiustificabili condotte di membri della famiglia del direttore sportivo Polito, ampiamente documentato da numerose testimonianze video, che già sono oggetto di valutazione da parte delle autorità di pubblica sicurezza e delle istituzioni sportive: a loro il compito di accertare i fatti e attribuire ogni responsabilità. Le aggressioni in tribuna, unite agli atti di vandalismo registrati e documentati alle autorità competenti negli spogliatoi e le aree tecniche dello stadio, sono fatti che a Palermo non sono mai accaduti e che sono ben lontani dalla logica e dallo spirito di questa società e di questa squadra, che da sempre approccia ogni trasferta e accoglie ogni avversario con il massimo rispetto delle regole e delle persone".
La replica del Catanzaro
L'Us Catanzaro 1929 invece "precisa che, dopo aver visionato le immagini disponibili e raccolto le testimonianze dei propri tesserati presenti, conferma integralmente la versione dei fatti già resa agli organi di stampa dai vertici societari nel post partita e alle autorità di pubblica sicurezza presenti nell'impianto sportivo. Dispiace constatare - spiega la società giallorossa in una nota - come l'attenzione mediatica si sia concentrata quasi esclusivamente, e in maniera evidentemente orientata, su quanto accaduto sugli spalti da parte di alcuni ospiti della nostra società. Ben poco, invece, è stato detto sull'aggressione subita dai nostri calciatori da parte di soggetti che hanno potuto agire in piena libertà, così come scarsa rilevanza è stata attribuita agli episodi verificatisi prima, durante e dopo la gara". "Circostanze che - prosegue il testo diffuso dal club calabrese - fortunatamente sono state rilevate dal giudice sportivo attraverso la pesante ammenda comminata alla società di casa e la disposizione di un supplemento d'indagine che, siamo certi, contribuirà a fare piena luce su una gestione complessiva dell'evento che ha lasciato molto a desiderare. L'Us Catanzaro 1929, come sempre, nutre piena fiducia nel lavoro delle autorità competenti, che nei prossimi giorni procederanno a una ricostruzione dettagliata della vicenda, avendo già acquisito testimonianze e visionato il materiale video circolato anche sui social network. Infine, l'Us Catanzaro 1929 non intende intervenire nuovamente su questa vicenda, riportando l'attenzione sul risultato sportivo storico che inorgoglisce fortemente la società e tutto il popolo giallorosso". La società "intende sottolineare l'alto valore sportivo e agonistico dell'evento che, come nella gara di andata, ha visto confrontarsi due squadre che hanno pienamente onorato l'impegno".