Palermo, l'unica strada
C'è una sola strada per arrivare alla fine: quella della determinazione asfissiante e della consapevolezza della propria forza, nel rispetto di qualsiasi avversario. Il Palermo fa ammenda dei propri scellerati errori, soprattutto mentali, che l’avevano fatto scivolare in pieno anonimato, e torna travolgente contro una malcapitata Carrarese che fuori casa, però, aveva dato più volte filo da torcere agli avversari. Calabro inciampa in una serataccia al “Barbera”, soprattutto per merito della formazione di Inzaghi, nuovamente famelica e ingiocabile non solo grazie alla caparbietà di Segre, che sblocca il match con una delle sue solite incursioni, e di Pohjanpalo, alla sua seconda tripletta da quando indossa la maglia rosanero. Il finlandese è apparso il vero leader che può fare la differenza se vuole giocare anche per trascinare i compagni in campo, soprattutto nei momenti di difficoltà. Non sempre è stato così evidente come ieri sera. Determinante, insieme con Brunori che, anche entrando a gara in corso, resta pur sempre il capitano del Palermo e l’altro vero leader nella lunga e sempre complicata volata promozione. A completare la goleada c’è il primo, significativo gol di Palumbo, abbracciato con gratitudine da Pippo a fine partita: un gesto simbolico che merita di essere sottolineato.
Frosinone, realtà conclamata
Ma ciò che è piaciuto maggiormente è stata la tenacia con la quale la squadra ha voluto fare propria la contesa dopo un approccio giusto e non agevole, anche per l’atteggiamento dei toscani. Un’altra significativa prova che, se il Palermo ci crede, potrà mantenere il ritmo delle altre grandi emerse in questa prima parte di stagione, contro le quali i siciliani hanno puntualmente sofferto. In attesa dell’esito dell’incrocio tra la sorpresa Juve Stabia e il Monza capolista, e dopo aver archiviato la sfida romagnolo-emiliana che ha sorriso al Cesena di Mignani e dimostrato che il Modena soffre i derby, bisogna prendere atto che questo Frosinone è una realtà conclamata. Il successo in casa della Reggiana certifica che il sistema di gioco di Alvini non teme nessun tipo di avversità e che la continuità è l’altra virtù da coltivare per arrivare in fondo. L’esempio giusto lo offre l’Empoli di Dionisi, che rovina l’esordio in panchina di Vivarini e certifica anche che il Bari è in confusione totale. Purtroppo non solo in campo.
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