Donadoni: "Mai pensato che la mia carriera da allenatore fosse finita, lo Spezia è la sfida che cercavo"

Il tecnico riparte dalla Serie B: a sette anni dalla fine della sua esperienza alla guida del Bologna, scocca l'ora del ritorno su una panchina in Italia
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"Non ho mai pensato che la mia carriera di allenatore fosse finita, altrimenti avrei avuto un percorso differente. Ho sempre pensato di poter essere un allenatore e non ripenso alle scelte passate. Attraverso tutti i passaggi di vita fatti ho avuto modo di raggiungere obiettivi importanti. Tutte le esperienze ti portano a fare qualcosa di più". Così Roberto Donadoni nel giorno della conferenza stampa di presentazione indetta dallo Spezia, che ha deciso di affidargli la panchina dopo aver esonerato Luca D'Angelo.

Spezia, il presidente Stillitano: "Donadono non ha bisogno di presentazioni"

Sette anni dopo aver guidato Bologna e e un anno in Cina allo Shenzhen FC (dal luglio 2019 all'agosto 2020), riecco Donadoni. Scelto da Charlie Stillitano, suo dirigente ai New York Metrostars a metà anni Novanta ed attuale presidente italoamericano del club ligure, passato dalla finale playoff dello scorso giugno all'ultimo posto in classifica in Serie B in condominio con la Sampdoria: "Roberto non ha bisogno di presentazioni. Lo abbiamo scelto perché abbiamo visto la voglia di lanciarsi in questa avventura nei suoi occhi, non perché siamo amici da anni".

Donadoni: "Non voglio parlare di salvezza o playoff, solo tirare fuori il massimo dallo Spezia"

Un legame rivendicato con orgoglio dallo stesso Donadoni: "L'amicizia con Charlie risale ai miei tempi da calciatore, ma poi c'è il lavoro e una professionalità che va rispettata. Essere rimasto fuori per anni porta un po' di ruggine, ma dopo due giorni di allenamento si è già azzerata. Ho percepito la voglia dei calciatori di uscire da una situazione di classifica non soddisfacente. So che il tifo qui è molto caldo, dovremmo trasferire loro la sensazione di crederci". La nuova avventura dell'ex ct della Nazionale inizia con la sfida in programma domani, venerdì 7 novembre, alle 20:30, al Picco contro il Bari: "Avrei potuto attendere di vedere come andava avendo solo tre giorni di allenamenti per prepararla, ma non è un tipo di calcolo che ho mai fatto nella mia carriera. Ho detto sì perché ho visto una realtà che ritengo adeguata al mio carattere e alla mia persona. Sono alla ricerca di una sfida, in primis con me stesso. Devo conoscere il materiale umano e tecnico, innanzitutto. Per quello che ho percepito dal direttore sportivo e dalla dirigenza, in questo spogliatoio l'aspetto umano può fare la differenza. Non voglio parlare di salvezza o playoff, solo tirare fuori il massimo da quello che questa squadra può dare".


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