Luciano Ferreyra, l’ala sinistra del nuovo Rosario Central di Tevez

Ha vent’anni, ha segnato 2 gol nella “Copa de la Liga” e può diventare la sorpresa della squadra allenata da Carlitos
Luciano Ferreyra, l’ala sinistra del nuovo Rosario Central di Tevez
3 min
Stefano Chioffi

”Bienvenido, Apache”. E’ lo striscione che Carlos Tevez ha trovato davanti a un palazzo, sull’Avenida San Martin, a pochi metri dal numero civico 3250, dove c’è la sede del Rosario Central. Da ”delantero a entrenador“, tutto nello spazio di diciassette giorni. Il 4 giugno, a trenotto anni, aveva annunciato il ritiro, la fine della sua carriera da attaccante, salutando il popolo della “Bombonera”: 309 gol tra Boca Juniors, Corinthians, West Ham, Manchester United, City, Juventus e Shanghai Shenhua. Il 21 giugno, invece, è stato presentato come nuovo allenatore negli uffici del Rosario Central dal presidente Rodolfo Di Pollina. Il suo modello in panchina? Antonio Conte. Il suo primo obiettivo? Telefonare ad Angel Di Maria e provare a convincerlo a firmare per il Rosario, il club del suo cuore, anticipando così le mosse della Juve, impegnata a trattare da un mese con “el Fideo”, che si è svincolato dal Paris Saint Germain. “Voglio chiamarlo”, ha detto Tevez durante la conferenza.

Come negli anni di Kempes

Dai tempi di Mario Kempes, 89 gol in 107 partite con il Rosario tra il 1973 e il 1976, campione del mondo con l’Argentina di Cesar Luis Menotti nel 1978, non si registrava questo clima di euforia allo stadio Gigante de Arroyito. Il 3-5-2, copyright di Conte, può diventare la base del progetto di Tevez. Che debutterà sabato in casa contro il Gimnasia La Plata e avrà anche il compito di valorizzare i talenti della “Academia Rosarina”. Largo ai giovani. E in prima fila c’è Luciano Ferreyra, vent’anni, ala sinistra o trequartista, un metro e 68, due gol nella “Copa de la Liga” e ora alla ricerca della definitiva consacrazione in campionato.

La maglia numero 11

E’ nato il 19 febbraio del 2002 a Roque Saenz Peña. Maglia numero 11. Lo chiamano “el Pupi”, ha un contratto fino al 31 dicembre del 2024, il suo procuratore è Fernando Felicevic. Ha fatto parte della nazionale argentina Under 17: era molto apprezzato dal selezionatore Pablo Aimar. Ha cominciato a giocare a Villa Constitucion e nel 2015 - quando il presidente era Raul Broglia - è entrato nel vivaio della società gialloblù, che ha vinto quattro “scudetti” nella sua storia, l’ultimo nel 1987 grazie ai venti gol di Omar Palma e al tecnico Angel Tulio Zof. E’ cresciuto nella foresteria del centro sportivo: scuola e allenamenti, un percorso da applausi. Elegante e veloce, salta il difensore e cerca il passaggio filtrante. Era stimato anche dall’ex interista Kily Gonzalez, uno dei suoi allenatori a Rosario. Ricorda un po’ il Papu Gomez. Ora l’esame più importante con il professor Tevez.

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