Horizon Forbidden West - la Recensione: un vero capolavoro

Se siete alla ricerca di un'avventura che vi lasci a bocca aperta, allora Horizon Forbidden West è il videogioco che fa per voi,
Horizon Forbidden West - la Recensione: un vero capolavoro
12 min
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Horizon Forbidden West è talmente bello che se fosse un'esclusiva per la PS5 varrebbe la pena acquistare un'intera console pur di giocarlo; fortuna che esce anche per PS4. Questo gioco è non solo un degno successore del precedente, ma uno di quei rari casi in cui un sequel riesce a migliorare quasi ogni aspetto del suo predecessore. Horizon Forbidden West è davvero un capolavoro che non posso che raccomandare a tutti i possessori di una console Sony. Se avete ancora bisogno di essere convinti continuate a leggere e vi spiegherò come questo titolo riesce a eccellere in quasi tutti i suoi aspetti.

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Horizon Forbidden West - La Storia

Horizon Zero Dawn, il precedente capitolo, ci ha introdotto a uno degli scenari post-apocalittici meglio sviluppati e più riccamente immaginati degli ultimi 20 anni. Il setting è un mondo in cui giganteschi animali robot popolano una Terra che ha (quasi) dimenticato la modernità per tornare a una società tribale. Con la prima avventura scopriamo le origini della protagonista Aloy, perché le macchine hanno iniziato ad attaccare furiosamente gli umani, e quali misteriosi piani una malvagia tribù ha messo in moto per dominare su tutte le altre. Se non lo avete ancora giocato ve lo raccomando, perché molto di Forbidden West si fonda sulle fondamenta poggiate da Zero Down. Da qui in avanti consideratevi avvertiti, seguiranno SPOILER IMPONENTI SUL PRIMO TITOLO e qualche, inevitabile, anticipazione del secondo. La storia di Aloy è quella di un'eroina che è disposta a dare tutto per salvare i suoi amici, la sua valle e ridare al mondo la conoscenza degli antichi. Nel secondo capitolo la sua missione diventa sia più intima sia più pericolosa perché il destino del pianeta Terra è a rischio. La storia di Forbidden West è quella di una protagonista che non si concede di avvicinarsi emotivamente a nessuno e tiene tutti a debita distanza usando la pericolosità della sua missione come giustificazione. La nuova minaccia incombente, però, la porterà a capire che, nonostante lei sia la chiave per la salvezza della terra, non deve portare questo peso da sola e i suoi amici saranno sempre al suo fianco.

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Horizon Forbidden West - I personaggi

Perdonate la vaghezza di questo racconto fino ad ora, ma sono rimasto così colpito dagli sviluppi narrativi dell'universo e dei personaggi che non mi sento di spoilerare nemmeno le premesse di quella che reputo una delle migliori storie mai raccontate con un videogame. I personaggi che passano da un titolo all'altro continuano il percorso di crescita iniziato quando hanno conosciuto Aloy, ma in Forbidden West mettono il turbo grazie a un vero e proprio upgrade tecnologico. La vera ciliegina sulla torta, però, sono i nuovi personaggi conosciuti nel West Proibito. I nuovi alleati e i nuovi nemici aiutano gli sviluppatori di Guerrilla a dipingere un mondo variegato, inclusivo (ci sono personaggi dello spettro LGBTQIA+, personaggi disabili e famiglie non tradizionali) e soprattutto indissolubilmente intrecciato nonostante i molti conflitti. La nuova villain Regalla, abile stratega pervasa da una rabbia cieca, e la nuova minaccia planetaria continuano a cambiare forma nel corso di tutto il gioco svincolando la narrativa dal duopolio di buoni vs cattivi. Il mio consiglio è di vivere l'avventura con il doppiaggio originale e i sottotitoli. Ashly Burch torna a dare la voce ad Aloy e la sua interpretazione è magistrale, come quella di Lance Reddick nel ruolo del maestro degli inganni Sylens e quella di Cary Anne Moss (la Trinity di Matrix) nei panni di un nuovo personaggio chiave di cui non vi dirò nulla. Il resto del cast è stellare, con attori di rilievo e performance in motion capture con dettagli incredibili. Forse serve solo una patch ai movimenti oculari dei personaggi: ogni tanto non era chiaro dove stessero guardando (non in camera e non al loro interlocutore) creando un effetto straniante.

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Horizon Forbidden West - Il combattimento

Se siete interessati a Horizon perché volete abbattere giganteschi dinosauri robot con arco e frecce non temete: Forbidden West prende il buono di Zero Dawn aggiungendo ancora più modi di danneggiare, stordire e distruggere le macchine. Le armi del primo titolo, i danni da fuoco, shock, ghiaccio e plasma, le trappole e la funzione di rallentamento del tempo tornano in grande stile accompagnate da nuovi tipi di danni elementali, come l’acido, e da nuove armi, come un lanciatore di arpioni esplosivi, un nuovo tipo di fionda con proiettili rimbalzanti e l’equivalente di un fucile a pompa semiautomatico per infliggere moltissimi danni sulla corta distanza, pericoloso ma efficace. Al posto di un singolo skill-tree questa volta ci sono ben sei alberi di abilità per personalizzare al massimo il vostro stile di gioco. Uno è dedicato alla lancia e al combattimento corpo a corpo, uno alle trappole, uno agli archi, uno all’uso delle pozioni, uno allo stealth e uno all’override delle macchine per farle combattere al tuo fianco. C’è anche un nuovo tipo di potenziamento chiamato Valore: sbloccando determinate tecniche con i punti abilità è possibile ottenere una barra progresso viola (che si riempie abbattendo nemici e infliggendo danni) che una volta piena può essere attivata per garantire ad Aloy un bonus ai danni e una maggiore probabilità di infliggere colpi critici. Anche le armi hanno una funzione simile per sbloccare e usare delle tecniche particolari. L’unico difetto che ho trovato al sistema di combattimento è la durata dello stun di quando una macchina ti colpisce con un corpo a corpo. Aloy finisce a terra e spesso e volentieri il tempo che ci mette ad alzarsi è superiore a quello tra un attacco e l’altro del nemico. Il risultato è che non posso curarmi, non posso scappare e dopo due Batista bomb di un dinosauro robot sono bello che morto.

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L'open World

Il mondo di gioco di Horizon Forbidden West ha ricevuto un trattamento texano rispetto al capitolo precedente: tutto è più grande. La mappa è almeno una volta e mezzo quella di Zero Dawn, le macchine sono ancora più imponenti e l’arsenale di strumenti per l’esplorazione è raddoppiato. Oltre alla vela in stile Zelda che si vede nei trailer, Aloy riceve una maschera per restare sott’acqua a tempo indeterminato, un accendino molto particolare per far esplodere dei cristalli e demolire i muri e alcune altre chicche che non menzionerò perché essenziali alla storia e decisamente divertenti da usare. Il viaggio rapido da un punto a caso della mappa a un campfire (i punti di salvataggio) è ancora legato a una risorsa consumabile ma andare da un campfire all’altro ora è gratuito. È molto migliorato anche il sistema delle scalate grazie a un nuovo strumento (una specie di rampino) ma soprattutto grazie alla funzione di scan: premendo e rilasciando R3 verranno evidenziati in giallo tutti i punti scalabili a cui Aloy può aggrapparsi. Se vi ritroverete bloccati nell’esplorazione di una struttura, probabilmente sarà perché dovrete usare il nuovo rampino: tenete premuto L2, premete triangolo e quando cambia il mirino provate a guardarvi attorno, probabilmente c’è un punto con cui interagire. Dal punto di vista delle cose da fare in questo variegatissimo mondo, ci sono talmente tante attività che all’inizio potrebbe essere disorientante. Ecco la mia guida: la maggior parte dei contenuti narrativi sono contenuti nelle main e nelle side quest, completate tutte queste per vivere l’intera storia di questo capitolo. Le Errands sono missioni per acquisire attrezzatura migliore (armi, vestiti, risorse) e i campi e le fortezze ribelli sono quasi copiati e incollati dal gioco precedente, ve li sconsiglio. Sono tornati anche i terreni di caccia, le rovine degli antichi, le arene corpo a corpo e gli immancabili Tallneck per rivelare tutti i punti di interesse in una sezione della mappa. Vi consiglio caldamente di fare i Calderoni, delle missioni particolari per acquisire i codici di override delle diverse macchine, perché intorno alla fine del gioco sono una risorsa preziosissima.

Horizon Forbidden West: la recensione senza spoiler

Il verdetto

Questo gioco è un capolavoro di narrazione, combattimento, esplorazione e personalizzazione capace di regalare emozioni incredibili. La grafica ha un livello di dettaglio che lascia a bocca aperta e i tempi di caricamento (su PS5 dove l’ho provato) sono istantanei. Ho incontrato un singolo bug in tutto il mio playthrough che si è risolto da solo dopo cinque secondi netti, la qualità c’è e si vede. Se siete possessori di una console Sony Horizon Forbidden West non può mancare tra i titoli che giocherete quest’anno. Se non avete una console Sony ma avete pazienza, visto il successo del porting per PC di Zero Down, è quasi certo che anche Forbidden West arriverà anche su computer, ma potrebbero volerci degli anni.

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