Timothée Chalamet non vince l'Oscar e riappare la "maledizione delle Kardashian"
La cerimonia degli Oscar 2026 si è chiusa con un risultato che pochi avevano previsto. Tra i favoriti della vigilia figurava Timothée Chalamet, candidato per la sua interpretazione in Marty Supreme. Eppure, al momento della proclamazione, il suo nome non è stato pronunciato. Un esito che ha sorpreso osservatori e addetti ai lavori, convinti che l’attore fosse destinato a salire sul palco del Dolby Theatre. La mancata vittoria ha immediatamente alimentato commenti e ironie sui social, dove è tornata a circolare la cosiddetta “maledizione delle Kardashian”, una teoria popolare che associa presunte battute d’arresto professionali alle relazioni sentimentali con membri della celebre famiglia americana. Dal 2023 Chalamet è legato a Kylie Jenner e la loro relazione è stata spesso oggetto di attenzione e speculazioni online. Per molti utenti della rete, la sconfitta agli Oscar rappresenterebbe un ulteriore tassello di questa leggenda della cultura pop, che attribuisce sfortuna a chi si lega sentimentalmente al clan mediatico.
La maledizione delle Kardashian ha colpito Timothée Chalamet?
La teoria non è nuova. Già dopo la mancata vittoria di un anno fa alcuni commentatori avevano evocato la presunta maledizione. Persino Kendall Jenner, sorella di Kylie, in uno spot del Super Bowl per la piattaforma di scommesse Fantastics Sportsbook & Casino, ha ironizzato sul fatto che diversi suoi ex partner sportivi avrebbero attraversato momenti difficili durante la relazione con lei. La modella ha avuto diverse relazioni pubbliche con giocatori della NBA, tra cui Jordan Clarkson, Blake Griffin, Ben Simmons e Devin Booker. Intanto, anche la relazione tra Kim Kardashian e il pilota Lewis Hamilton ha acceso nuovi commenti sui social: molti utenti hanno scherzato sull’eventualità che eventuali risultati negativi del campione di Formula 1 possano finire nella lista degli effetti attribuiti alla misteriosa maledizione.
Timothée Chalamet e la polemica su opera e balletto
Secondo alcuni, più che la maledizione Kardashian, Chalamet sarebbe stato colpito da quella dell'opera e balletto. Due generi che il giovane attore ha criticato alla vigilia degli Oscar, scatenando il putiferio. Timothée ha ammesso di non essere interessato a lavorare in ambiti come opera o balletto, definendoli "forme d’arte mantenute in vita nonostante a nessuno importi più". Dichiarazioni diventate rapidamente virali e che hanno suscitato la reazione (indignata) di cantanti, ballerini ed esperti del settore, che hanno difeso il valore storico e culturale di queste discipline. Tra questi anche Andrea Bocelli, che ha invitato l'attore ad un suo concerto.
La strabiliante carriera di Timothée Chalamet
Nonostante tutto, la traiettoria artistica di Chalamet resta una delle più solide della sua generazione. La sua affermazione internazionale risale a Chiamami col tuo nome (2017), film che gli valse una storica candidatura agli Oscar a soli 22 anni. Da allora l’attore ha saputo alternare grandi produzioni, come la saga di Dune, a progetti più autoriali e trasformativi, tra cui l’interpretazione di Bob Dylan in Complete Stranger (2025) e il recente Marty Supreme, ruolo che gli è valso il suo primo Golden Globe. A trent’anni Chalamet ha già collezionato tre candidature agli Oscar, confermandosi come uno degli interpreti più promettenti della sua generazione e, per molti critici, uno dei possibili eredi delle grandi icone del cinema classico.