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Nel segno del Cavallino, da Baracca a Ferrari

Nel segno del Cavallino, da Baracca a Ferrari

Inaugura a Roma la mostra sul celebre asso della Prima Guerra: la madre di Baracca donò a Enzo Ferrari il Cavallino Rampante.

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 Francesco Colla

giovedì 7 aprile 2016 11:54

ROMA - Il Cavallino Rampante, oggi uno dei brand più famosi, copiati e osannati al mondo, ha origini belliche. E che fu donato a Enzo Ferrari dalla madre di un aviatore. Siamo alla vigilia del primo conflitto mondiale, quindi oltre un secolo fa e sullo stendardo del reggimento Piemonte Reale spicca un cavallo rampante grigio su sfondo rosso. Presta servizio nel reparto un giovane ufficiale, Francesco Baracca, che prima della guerra lascia la cavalleria per abbracciare la futuristica e pressoché sconosciuta aeronautica.

DA PILOTA A PILOTA - Come nostalgico amuleto fa dipingere sulla carlinga dei suoi caccia un cavallino rampante nero, che l’accompagna in tutte le missioni: Baracca diventa il più grande asso della aviazione italiana e quando viene abbattuto verso la fine del conflitto è profondo cordoglio in tutta la nazione. I genitori del pilota tengono viva la sua leggenda e nel ’23 incontrano un altro giovane pilota, che però corre sulle quattro ruote. Si chiama Enzo Ferrari e guida un’Alfa Romeo al circuito del Savio. La contessa Paolina lo avvicina: «Ferrari, metta sulle sue macchine il cavallino rampante del mio figliolo. Le porterà fortuna». E il resto è storia.

Enzo Ferrari Day: il sogno divenuto leggenda

LA MOSTRA - «Conservo ancora la fotografia di Baracca, con la dedica dei genitori con cui mi affidano l’emblema - scrive Enzo Ferrari il 3 luglio 1985 allo storico lughese Giovanni Manzoni - Il cavallino era ed è rimasto nero; io aggiunsi il fondo giallo canarino che è il colore di Modena». Oggi Roma e l’Aeronautica omaggiano Baracca e Ferrari con la mostra "Nel segno del Cavallino Rampante. Francesco Baracca tra mito e storia", organizzata dall'Aeronautica Militare, dalla Provincia Autonoma di Trento e dal Museo dell'Aeronautica Gianni Caproni di Trento e dal Museo Francesco Baracca di Lugo nell'ambito delle commemorazioni del Centenario della Grande Guerra. Si inaugura oggi, 7 aprile, anniversario della prima vittoria della Caccia italiana, ma alla mostra non si trovano solo trofei guerreschi: lungo il percorso espositivo trovano spazio anche cimeli Ferrari, tra cui una monoposto di Formula 1 a simboleggiare la continuità tra passato e presente di un simbolo divenuto leggenda.

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