Brignone, 315 giorni dall'infortunio all'oro. Tutte le tappe del calvario e il racconto incredibile di Panzeri: "Quando ho visto quella frattura..."

Federica ha compiuto un'impresa impensabile anche per il chirurgo che l'ha operata il 3 luglio 2025. Ecco il percorso affrontato per arrivare al trionfo in SuperG alle Olimpiadi a Cortina
Dall'inviato Valerio Minutiello

CORTINA - Il calvario di Federica Brignone inizia il 3 aprile 2025, una data che non dimenticherà mai. La Tigre si infortuna alla gamba sinistra durante una gara del Gigante ai campionati italiani. Il verdetto è pesantissimo: frattura pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone e rottura del legamento crociato anteriore. Deve subire due interventi chirurgici, il primo la sera stessa alla clinica La Madonnina di Milano, dove viene trasportato in elicottero. L'8 aprile 2025 le dimissioni e l'inizio di un lunghissimpo percorso di riabilitazione effettuato al J-Medical a Torino. Il 29 luglio 2025 affronta il secondo intervento in artroscopia, e il 26 novembre il primo ritorno sugli sci: una corsa contro il tempo con la speranza di partecipare alle Olimpiadi in casa.

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Il ritorno alle gare di Brignone

Il 12 dicembre 2025 viene nominata portabandiera anche se non sa ancora se potrà partecipare. Il 20 gennaio 2026 torna a gareggiare: il Gigante di Plan de Corones lo chiude al sesto posto. Il 31 gennaio 2026 partecipa al SuperG di Crans-Montana e chiude al 18esimo posto, ma il risultato non conta: erano le prove generali per le Olimpiadi. Fino all'ultimo la sua partecipazione rimane in dubbio perché sente sempre tanto dolore, alcuni giorni meno, altri insopportabile. Insomma, si vive alla giornata. L'8 gennaio 2026 la discesa libera, chiusa al decimo posto ma con ottime sensazioni. E alla fine l'epilogo, il 12 febbraio 2026, l'oro in SuperG: un giorno che non dimenticherà mai.  

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Il chirurgo Panzeri: "Non era una cosa immaginabile"

Alla luce di tutto questo, sembra un miracolo l'oro di oggi. Lo conferma anche Andrea Panzeri, presidente della Commissione Medica Fisi e chirurgo che ha operato la campionessa lo scorso aprile: "Vista la frattura, non era una cosa immaginabile - dice con un po' di emozione - poi conoscendo Fede, la sua caparetà e la sua forza, diciamo che ha girato tutto bene sin dall'inizio. Abbiamo scelto il timing giusto per farla rientrare. Anche la scelta di operarla subito, la sera tardi, l'equipe giusta: eravamo tanti in sala operatoria. E po la scelta di Torino, il secondo intervento e quindi che dire ha funzionato tutto bene, un grande risultato, grande emozione, tanta roba".  

Panzeri: "Quando ho visto la frattura non ci credevo"

Panzeri ricorda benissimo quella sera del 3 luglio. "Stavo operando a Lione, quando è arrivata la lastra della frattura di Brignone ho detto 'non ci posso credere' e quindi siamo tornati subito a Milano e abbiamo organizzato tutto veramente al volo per andare in sala operatoria in tempi rapidissimi ed evitare complicazioni che avrebbero poi rallentato tutto il percorso di recupero. Io ho avvisato tutti quelli che volevo avere in sala operatoria con me, anche quella è stata una fase molto delicata. Adesso vado a memoria, dovrebbe avere una placca e almeno 7 o 8 viti. Dovrà toglierle? Questo lo vedremo in futuro".

 

 


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CORTINA - Il calvario di Federica Brignone inizia il 3 aprile 2025, una data che non dimenticherà mai. La Tigre si infortuna alla gamba sinistra durante una gara del Gigante ai campionati italiani. Il verdetto è pesantissimo: frattura pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone e rottura del legamento crociato anteriore. Deve subire due interventi chirurgici, il primo la sera stessa alla clinica La Madonnina di Milano, dove viene trasportato in elicottero. L'8 aprile 2025 le dimissioni e l'inizio di un lunghissimpo percorso di riabilitazione effettuato al J-Medical a Torino. Il 29 luglio 2025 affronta il secondo intervento in artroscopia, e il 26 novembre il primo ritorno sugli sci: una corsa contro il tempo con la speranza di partecipare alle Olimpiadi in casa.

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