Kyrgios attacca tutti a parole ma non gioca. E ora mette in dubbio il suo futuro nel tennis

Ancora ai box per infortunio, il tennista australiano ha sputato nuovamente veleno contro Jannik Sinner: e intanto non esclude la possibilità di ritirarsi nel 2026
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Nick Kyrgios non gioca un match nel circuito ATP da luglio, in occasione dell'ATP di Washington in doppio con Gael Monfils, mentre in singolare addirittura da marzo, nel Masters 1000 di Miami. Ciononostante riesce comunque a trovare il modo per far parlare di sé. Dopo la tanto discussa "Battaglia dei Sessi" con Aryna Sabalenka - che dovrebbe disputarsi a dicembre a Dubai -, il tennista australiano è tornato alla ribalta per le sue dichiarazioni su Jannik Sinner. Le accuse sono le solite, vale a dire che l'azzurro è protetto dai vertici del circuito ATP dopo il caso Clostebol, eccetera. Il solito disco rotto che ormai non fa quasi più notizia. Presente a Hong Kong in occasione di una tappa del circuito UTS - esibizione ideata da Patrick Mouratoglou -, Kyrgios ha parlato anche del suo futuro nel mondo del tennis, ventilando l'ipotesi di smettere nella prossima stagione.

Kyrgios, ritiro nel 2026?

Ospite del podcast "Unscripted" di John Mansour, Nick Kyrgios ha fatto il punto della situazione sulla sua carriera. Dopo l'ottimo 2022 - in cui ha raggiunto il risultato più prestigioso, vale a dire la finale di Wimbledon, persa contro Djokovic - il tennista di Canberra non è più riuscito a tornare ad alti livelli. Anzi, tra infortuni al ginocchio e al polso, negli ultimi due anni le partite che ha giocato si contano sulle dita di una mano. "Attualmente mi sto soltanto allenando, ma senza competere - ha dichiarato - La stagione tennistica è ormai quasi finita. Nella mia testa c'è l'Australian Open: in qualche modo probabilmente riuscirò a giocarlo. Il mio desiderio è quello di salutare il torneo almeno per un'ultima volta". Infine, sulla possibilità di appendere la racchetta al chiodo il prossimo anno: "Ancora non so dirlo. Sono consapevole di ciò di cui c'è bisogno per gareggiare a un certo livello e onestamente non saprei se il mio corpo sia in grado di reggere quei ritmi".


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