Il siparietto tra Bove e Cobolli: "Vincere Wimbledon o la Champions con la Roma?" La risposta è sorprendente
Quella tra il tennista Flavio Cobolli e il calciatore Edoardo Bove è una delle amicizie più belle e vere nel mondo dello sport. Per celebrarla, GQ Italia ha pensato a una cover Hype in occasione dell'iniziativa Men of The Year, realizzando un'intervista doppia che sarà disponibile sul numero di GQ Italia in edicola martedì 25 novembre. Ovviamente i due hanno parlato innanzitutto del legame che li lega: "La nostra è una storia molto particolare perché ci conosciamo da quando siamo piccoli e abbiamo condiviso una fase molto importante della nostra crescita, come persone e come sportivi. Da quando lo conosco l’ho sempre visto come una persona buona, un’anima pura. Io con questo tipo di persone mi trovo benissimo" ha detto Bove.
La profezia sulla Davis
L'intervista è stata realizzata prima delle Final 8 di Coppa Davis a Bologna e, col senno di poi, si è rivelata profetica. Cobolli aveva infatti dichiarato: "Il mio grande sogno è quello di vincere la Davis. Vincere per me con la maglia della Nazionale sarebbe una cosa indimenticabile". Bove aveva poi chiesto a Flavio cosa preferisse tra una Champions League vinta dalla Roma e un titolo a Wimbledon. "Io mi sono sempre messo al primo posto" ha ammesso in tutta onestà il tennista. I due avevano quindi parlato delle prospettive future. "Tra un anno spero di essere quello che sono oggi, ma con degli standard più alti - aveva affermato Cobolli - A lungo termine, invece, la nostra amicizia non penso cambierà, spero verrà a trovarmi a Montecarlo". Bove invece aveva detto: "Fra un anno spero che sarò tornato a giocare, ci sto lavorando. In questo momento sono contento di come sto e penso al presente".
L'incidente in Fiorentina-Inter
Un altro tema affrontato è stato l'arresto cardiaco di cui il calciatore è stato vittima il 1° dicembre 2024. "Mi trovavo al mio circolo ai Parioli, che è la mia seconda casa - ha raccontato Cobolli - Quel giorno stavo giocando a biliardo al mio circolo ed ero distratto, di spalle. Qualcuno ha urlato nella sala e io mi sono congelato. Anche se non avevo visto niente, ho sentito subito che fosse successo qualcosa di brutto. Poi quando ho capito che riguardava lui ho avuto un piccolo crollo. Quando mi sono ripreso ho cercato in qualsiasi modo di arrivare lì a Firenze, ma mi hanno fermato". Bove ha infine ringraziato il suo amico: "Flavio mi è servito come il pane quest’anno. I successi che ha avuto per me sono stati aria pura. Più andava avanti nei tornei e più io potevo guardare le sue partite. Sono riuscito a seguirlo di più ai tornei, per me è stato liberatorio. La più grande qualità sportiva di Flavio è che è un vincente, per me è fonte di ispirazione perché mi aiuta anche a risolvere i miei problemi".