Musetti distrutto dopo il ritiro: "Così è doloroso. Non capisco..."
Dopo essere arrivato ai quarti di finale degli Australian Open, Musetti è stato costretto a ritirarsi a causa di un infortunio che gli ha impedito di continuare una delle partite più importanti della sua carriera. Il carrarino infatti si stava giocando l'accesso in semifinale dello Slam australiano contro il pluricampione Novak Djokovic (numero 4 ranking Atp). La vittoria dell'italiano, non solo gli avrebbe garantito l'accesso alla semifinale, ma avrebbe garantito il terzo posto nel ranking mondiale, subito dietro a Sinner e Alcaraz. L'impresa era ad un passo dall'essere portata a casa, ma sul risultato di 2-0 per Musetti, un problema fisico lo ha costretto a richiedere l'intervento dei medici e poi- nell'incredulità generale- a ritirarsi.
Australian Open, Musetti:" Ho sentito qualcosa nella parte alta della gamba.Uscire così..."
Lo stesso Musetti, non si da pace per quanto accaduto e ha parlato così al termine della gara: "Sono arrivato a prendere una smorzata e, quando sono tornato a rispondere, ho sentito qualcosa nella parte alta della gamba. Nel terzo game del secondo set ho detto al team che mi ero fatto male e mi hanno detto di stringere i denti. Ho continuato a giocare perché per il resto mi sentivo molto bene, ho continuato, ho giocato, ma il problema non andava via. Quando, dopo il medical time out, sono tornato in campo ho sentito il dolore crescere. Ho fatto tutti gli esami prima dell'inizio della stagione per scongiurare che questo potesse accadere e non ho parole per descrivere quello che sto sentendo. Non potevo mettere fasciature; è nella parte alta della coscia e quando torno a casa farò gli esami e vedremo- ha poi continuato dicendo che si trattva-della stessa gamba del Roland Garros, ma credo sia in un punto diverso. Devo farmi controllare, capire cosa sia e iniziare le terapie per tornare in campo. Ho giocato tutto il secondo set così, ma con il servizio riuscivo a compensare e stavo gestendo il dolore, che però poi è aumentato. Quando mi sono seduto per tre minuti e sono stato a lungo seduto, il dolore è aumentato e non riuscivo a colpire di dritto perché non riuscivo a spingere e, in generale, non potevo giocare. Non aveva senso fare fasciature e restare in campo. Se mi fossi fatto male a Torino sarebbe potuta essere colpa della stagione, stavolta è successo subito al secondo torneo e non so da cosa possa arrivare: questo mi dà frustrazione".