Roddick resta senza parole su Sinner: "È semplicemente assurdo, lo metti su qualsiasi superficie e lui..."

L’americano, ex numero 1 ATP, parla di Jannik e fa paragoni importanti con i più grandi del Circus
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Nel tennis contemporaneo, il livello raggiunto da Jannik Sinner e Carlos Alcaraz sta riscrivendo i parametri della grandezza. A sottolinearlo è Andy Roddick, che ha definito “assurde” le loro imprese su tutte le superfici, mettendole a confronto con un’epoca in cui anche i più grandi mostravano limiti evidenti in determinati contesti. Negli ultimi due anni e mezzo, l’italiano e lo spagnolo hanno dominato il circuito, conquistando tutti gli ultimi nove tornei del Grande Slam e gran parte degli eventi Masters 1000. L’ultima dimostrazione è arrivata domenica, con la vittoria di Sinner nella finale di Monte-Carlo Masters proprio contro Alcaraz.

Roddick e l’analisi su Sinner e Alcaraz

Secondo Roddick, ciò che rende straordinaria questa nuova rivalità è la completezza assoluta dei due giocatori: “Il loro successo ha alzato le aspettative a livelli impossibili da sostenere con continuità”. Entrando nel dettaglio, l’ex numero uno del mondo ha spiegato: “Sinner si presenta dopo Indian Wells e Miami e vince ancora a Monte-Carlo e batte Alcaraz. Questi due continuano ad alzare il livello. Lo diciamo da tanto tempo, ma loro continuano a dimostrarlo sempre di più. È incredibile. Pensiamo a un paio di cose che avremmo detto su Sinner non cinque anni fa, ma anche solo due anni fa: vincerà tanti Slam? Può giocare sulla terra? L’erba non è la sua superficie preferita. Può mantenere questo livello sempre? Ha risposto sì a tutte queste domande”.

“Sinner è assurdo”

Roddick ha poi ampliato il confronto storico, sottolineando quanto il tennis sia cambiato: “Indian Wells è molto diverso da Miami, che è molto diverso da Monte Carlo. Ma tu metti questi ragazzi su qualsiasi superficie e — questo è stato il grande cambiamento avvenuto nella mia generazione, ma anche con Roger, Rafa, Novak — vincono. Pete Sampras era dominante ed era straordinario. Ha vinto 14 Slam ed è stato numero uno a fine anno per sei volte. Ma Pete a volte perdeva al terzo turno del Roland Garros. Subiva sconfitte strane”. Il punto centrale del discorso è proprio questo: oggi la continuità richiesta ai campioni è diventata quasi disumana. “Sinner ha perso una partita a Doha e noi ci siamo chiesti cosa stesse succedendo. Ma è un’aspettativa creata dal suo stesso livello. È semplicemente assurdo”, ha concluso Roddick.

 

 


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