Sinner e Alcaraz i migliori di sempre? Calma...", Tsonga e l'analisi che frena gli entusiasmi
Il tennis mondiale guarda con entusiasmo al dominio di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, protagonisti di una nuova era che molti vedono già come l’erede naturale dell’egemonia esercitata per oltre vent’anni da Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic. Non tutti, però, sono convinti che il paragone sia già legittimo. Tra coloro che invitano alla cautela c’è Jo-Wilfried Tsonga, ex numero 5 del ranking ATP e protagonista di una delle epoche più competitive della storia del tennis. Il francese conosce meglio di molti altri il livello raggiunto dai cosiddetti Big 3, avendoli affrontati ripetutamente nel corso della sua carriera.
Tsonga e il paragone con i grandissimi
Tsonga ha vissuto in prima persona il dominio di Federer, Nadal e Djokovic, vedendo spesso infrangersi i propri sogni di gloria contro quelli che sono diventati i tre tennisti più vincenti di sempre. Emblematica la finale degli Australian Open 2008, l’unica disputata in uno Slam, quando dopo aver eliminato Nadal si arrese a un giovanissimo Djokovic nonostante la vittoria del primo set. Intervistato da Tennis365, Tsonga ha spiegato perché ritiene prematuro inserire Sinner e Alcaraz nella stessa categoria dei tre fuoriclasse che hanno segnato un’epoca. "Non è insolito che ci siano uno o due giocatori che dominano, ma forse sarà necessario vincere 20 titoli del Grande Slam prima di poterli paragonare a quei campioni. Per me è difficile dirlo, perché non sono in campo. Quello che possiamo dire è che Novak è ancora lì e riesce a mettere in difficoltà molti giocatori. L’ultima volta che Sinner ha affrontato Novak in uno Slam, ha perso. Questo dice molto", ha spiegato Tsonga.
I complimenti a Sinner e Alcaraz
L’ex tennista francese ha comunque speso parole di grande apprezzamento nei confronti dei due giovani campioni, riconoscendone il valore e l’importanza per il movimento tennistico mondiale. "Possiamo dire che siamo fortunati ad avere giocatori come Carlos e Jannik: sono entrambi straordinari ambasciatori del nostro sport, ma non possiamo già dire che siano i migliori di sempre. Carlos e Jannik sono incredibili. Sono giocatori eccezionali e continueranno a vincere partite e tornei. Amiamo lo sport anche perché può succedere di tutto e non si sa mai quando possa sorgere un problema, come abbiamo visto con Carlos, e questo potrebbe anche frenare il suo percorso".