Binaghi: "Sinner avrebbe preferito saltare Roma? Una grande fesseria!". E su Cobolli...

Il presidente della FITP ha parlato della programmazione di Jannik - smentendo determinate voci - e della finale del Roland Garros persa da Flavio contro Zverev
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È mancata la ciliegina sulla torta, ma il Roland Garros è stato un altro torneo da incorniciare per il tennis italiano tra la finale raggiunta da Flavio Cobolli, gli exploit di Matteo Arnaldi e Matteo Berrettini, ma anche il trionfo in doppio misto di Sara Errani e Andrea Vavassori. Il bilancio è dunque più che positivo e lo stesso Angelo Binaghi, presidente della FITP, ha espresso entusiasmo nel suo intervento a La Politica nel pallone su Radio Rai Gr Parlamento: "Torniamo da Parigi con tanta soddisfazione che ci serve per affrontare tutte le problematiche che ci sono e che aumentano ogni volta che si vince. Lo sforzo dei nostri giocatori in campo è conclamato e deve essere supportato da uno sforzo altrettanto importante di noi dirigenti fare per continuare a far crescere il nostro sport". Prima di parlare della finale tra Flavio Cobolli e Alexander Zverev, Binaghi si è soffermato su Jannik Sinner.

Binaghi: "Sinner non ha mai dubitato di giocare Roma"

Quando gli è stato chiesto se fosse vero che il numero uno al mondo avrebbe voluto saltare Roma, lui non ha esitato a rispondere: "Questa è la più grande fesseria del mondo. Jannik non ha mai messo in dubbio per un solo secondo di giocare a Roma. Il fatto che abbia giocato e vinto con un grande sforzo fisico è un atto di amore nei confronti del nostro Paese e del nostro movimento. Quanto accaduto a Parigi conferma quello che dico". In merito al malessere accusato al secondo turno contro Juan Manuel Cerundolo, Binaghi ha poi aggiunto: "Aveva vinto e giocato troppo: già a Roma era in quelle condizioni, ma contro Medvedev era venuta in aiuto la pioggia. Se non fosse accaduto quel giovedì sarebbe successo alcuni giorni dopo. L'adattamento al caldo dimostra che ha ancora margini di miglioramento: Jannik non si lascerà sfuggire la chance di diventare ancora più forte".

Binaghi: "Zverev ha vinto per i crampi di Flavio"

Infine, sul ko di Cobolli in finale: "Zverev ha vinto sui due crampi che sono venuti a Flavio. Senza quelli saremmo ancora in campo con Cobolli che avrebbe qualche chance in più. Il break subito nel decimo game del quarto set? Non credo che possa aver inciso. Flavio ha sì servito molto male, mettendo una sola prima, ma di fatto ha prolungato lo sforzo anche all'avversario. Trasformare la partita in una gara di corsa ci avrebbe aiutato. Sinner? Credo che fosse il primo tifoso di Flavio insieme a tutti gli altri ragazzi della Davis". Infine, sulla spedizione azzurra: "Da oggi abbiamo un nuovo top 10. Ma abbiamo anche recuperato e rilanciato un altro giovane come Matteo Arnaldi, oltre che ritrovato al meglio un nostro atleta di punta come Matteo Berrettini".


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