Sabalenka in crisi, secondo 6-0 consecutivo e diserta la conferenza stampa: allarme per Wimbledon
Da un 6-0 all'altro. Aryna Sabalenka aveva indubbiamente accolto con gioia il cambio di superficie - dalla terra all'erba - così da lasciarsi definitivamente alle spalle l'eliminazione nei quarti del Roland Garros per mano della russa Diana Shnaider, capace di imporsi in rimonta rifilandole un severo 6-0 nel parziale decisivo. Invece sui prati londinesi il copione si è ripetuto e la numero uno al mondo ha ripreso da dove aveva lasciato. Approdata in semifinale nel WTA 500 di Berlino, è stata sconfitta dall'americana Jessica Pegula in tre set. Dopo due parziali equilibrati, la tigre di Minsk è crollata nel terzo set e ha subito un altro 6-0. Al di là del preoccupante calo, si tratta proprio di un record negativo. Basti pensare che da quando esiste il ranking femminile, cioè da oltre mezzo secolo, Sabalenka è diventata la prima giocatrice a subire un 6-0 nel terzo set in due tornei consecutivi. Come prevedibile, Aryna non l'ha presa affatto bene.
Il gesto di Sabalenka dopo il ko
Dopo l'inattesa sconfitta, Sabalenka non si è presentata in conferenza stampa. Evidentemente non aveva voglia di rispondere alle domande dei giornalisti e sfogare tutta la sua delusione, proprio come aveva fatto al Roland Garros, quando ironicamente aveva espresso il desiderio di smettere di giocare al tennis e superare il ko andando in una di quelle stanze dove si spaccano gli oggetti. Non si può dunque parlare di fulmine a ciel sereno, e non solo per la recente battuta d'arresto nello Slam parigino ma anche per la sofferta vittoria nel turno precedente contro la ceca Nikola Bartunkova. Sotto 6-2 4-0, era riuscita in qualche modo a imporsi in rimonta, ma non aveva affatto convinto e le sue dichiarazioni post-match ("Non sapevo cosa fare contro di lei") avevano destato preoccupazione. E con Wimbledon alle porte l'impressione è che tutto possa succedere. Sabalenka si presenterà comunque come una delle favorite, ma le sue avversarie scenderanno senz'altro in campo con la convinzione di avere di fronte una giocatrice battibile.