Alcaraz e i retroscena sulla rottura con Ferrero: dall'assurda richiesta sul contratto alle feste a Ibiza e l'amore segreto
Carlos Alcaraz e la rottura a sorpresa con il suo allenatore, e mentore, Juan Carlos Ferrero: dove è la verità? Per prima cosa va detto che quelle che stanno uscendo ora sono tutte ricostruzioni "postume" perché nessuno immaginava che il numero uno al mondo troncasse di netto il rapporto con l'uomo che lo ha formato e ha creduto in lui prima di tutti gli altri. Ferrero, pur riservando parole dolcissime a Carlitos, non ha negato che la decisione non è stata consensuale e questo, naturalmente, ha fatto sì che tutte le ipotesi venissero messe sul piatto. Da un amore segreto di Alcaraz, che richiederebbe più libertà da parte sua (cosa che sarebbe invisa a Ferrero), alla necessità del campione di avere le mani più libere sulle feste a Ibiza, le ricostruzioni appaiono piuttosto fantasiose. Perché Alcaraz non ha mai negato la necessità di avere qualche momento di svago in più, ma non sembra che questo sia stato alla base della rottura con Ferrero.
Il contratto da firmare in 48 ore e il rapporto con il padre: i retroscena sulla rottura Alcaraz-Ferrero
Marca, invece, scrive: "Ferrero ha ricevuto il nuovo contratto sabato con l'obbligo di firmarlo entro 48 ore. Nel documento erano presenti diverse clausole che l'allenatore valenciano riteneva inaccettabili. L'aspetto finanziario dell'accordo, che includeva una significativa riduzione dello stipendio, non ha rappresentato un problema rilevante. Altri aspetti, non direttamente legati al tennis, lo sono stati. Nella stagione appena conclusa, Carlos Alcaraz ha guadagnato 18,8 milioni di dollari, portando il totale della sua carriera a 57,5 milioni di dollari. Lunedì mattina è stata annunciata la rottura". E quindi, cosa è successo? Pare che Alcaraz volesse avere più potere decisionale sui luoghi d'allenamento (Murcia, in primis) e che la famiglia del tennista non fosse più in rapporto così saldi con Ferrero.
Kiko Navarro e le parole a sorpresa su Alcaraz
Kiko Navarro, uno dei primi allenatori di Alcaraz, sembra confermare questa teoria. Ha infatti detto a RNE: "Penso che la decisione sia stata forse più del suo entourage che del tennista stesso. Carlitos è molto protettivo nei confronti dei suoi allenatori. Lo era con me, e so che lo è stato con Juan Carlos. Ma arriva un momento in cui, per ragioni estranee alla sua carriera sportiva, devi prendere questa decisione, e quale momento migliore di questo, da numero uno al mondo? Le persone che hanno preso questa decisione, non Carlitos, devono avere le loro ragioni, di cui al momento non sono a conoscenza". Nessuno, le sa. C'è molta attesa per i primi impegni pubblici di Alcaraz, a gennaio in Corea, e capire se e cosa dirà sull'addio all'uomo che, più di tutti, lo ha reso quello che è adesso.
