Alcaraz dimentica Ferrero: "Samuel Lopez il miglior allenatore che si possa avere"

Dopo il trionfo agli Australian Open, il tennista spagnolo ha elogiato il suo nuovo coach e si è tolto qualche sassolino dalla scarpa dopo le critiche ricevute
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Pochi giorni dopo la vittoria degli Australian Open, grazie alla quale è diventato il tennista più giovane di sempre a completare il Career Grand Slam, Carlos Alcaraz ha rilasciato un'intervista ad AS. Tra i temi affrontati, la decisione di dire addio al suo storico coach, Juan Carlos Ferrero, e di affidarsi a Samuel Lopez: "Non credo di dover dimostrare nulla a nessuno, nemmeno quando faccio cose con cui la gente potrebbe non essere d'accordo". Ha poi lodato l'idea dello Slam australiano di coinvolgere nella cerimonia di premiazione anche l'allenatore del tennista vincitore: "Non sapevo che lo facessero ma è un'iniziativa fantastica perché riconosce l'importanza del team del giocatore. Samuel ha lavorato per questo momento per tutta la vita. A mio avviso è uno dei migliori allenatori, se non il migliore, che al giorno d'oggi si possa avere su un campo da tennis. Abbracciarlo dopo l'ultimo punto è stato speciale: tutti gli hanno riconosciuto ciò che meritava".

Alcaraz: "C'è una cosa che la gente dovrebbe capire"

Alcaraz ha poi ribadito la sua necessità di staccare dal tennis di tanto in tanto, invitando le persone a essere più comprensive invece di criticarlo: "Per me è fondamentale essere mentalmente fresco per poter dare il massimo in campo. Come ho detto nel documentario 'A mi manera', voglio fare le cose a modo mio, anche se la gente non è d'accordo. Ognuno è diverso, ma cerco di non pensare a quello che pensano gli altri". Ha poi risposto a chi sostiene che non sia professionale perché gli piace fare festa: "Una cosa non esclude l'altra, ma si tratta di una casa talmente ovvia che non c'è bisogno di sottolinearlo. La gente dovrebbe capire che per arrivare a essere numero uno al mondo e vincere sette Slam ci vogliono lavoro e disciplina. Lavoro duramente ogni giorno per essere qui: questo dovrebbe essere un dato di fatto e non qualcosa che devo dimostrare".


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