Panatta svela: "Mi piacerebbe premiare un italiano a Roma". Poi la battuta sui supplì e Sinner...

In un'intervista rilasciata alla vigilia dell'inizio degli Internazionali d'Italia, la leggenda azzurra ha parlato del torneo, di Jannik e anche di Carlos Alcaraz
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Al Foro Italico per gli Internazionali d'Italia ci sarà anche Adriano Panatta, il quale in seguito alle dichiarazioni in cui rivelava di essere stato invitato solo a Parigi dal Roland Garros ha poi ricevuto una mail dalla Federazione italiana, che gli ha dato l'opportunità di premiare il vincitore. "Mi piacerebbe tanto consegnare la coppa a un italiano" ha ammesso in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera. Non ha fatto solo il nome di Jannik Sinner, citando anche Lorenzo Musetti e Flavio Cobolli, tuttavia ha riconosciuto che è il favorito: "Gli altri devono sperare che faccia indigestione di supplì e mozzarelle in carrozza. Anche a Parigi. Però, se vince Jannik, almeno la facciamo finita e non parliamo mai più del mio 1976. Lui e Alcaraz fanno un altro sport".

Chi è più forte tra Sinner e Alcaraz? La risposta di Panatta

Proprio di Carlos Alcaraz ha poi parlato Panatta, soffermandosi in particolare sulla scelta di separarsi dallo storico coach Juan Carlos Ferrero: "Carlos mi ha colpito quando ha detto che, senza Ferrero, finalmente può prendere decisioni. Evidentemente lo soffriva. Ha barattato il rischio di qualche sconfitta in più con la libertà. Io sono come lui. Però definire Sinner meccanico è ingeneroso". Quando invece gli è stato chiesto chi è più forte tra Sinner e Alcaraz, non ha esitato: "Se Carlos si esprime al 100% vince perché ha qualche invenzione in più. Ma il tennis non è solo questione di picchi di performance: sul rendimento medio Jannik è superiore". E a proposito dell'azzurro ha aggiunto: "Lo vediamo dedicato, programmato, preciso. Deve essere felice, per essere così. Altrimenti sarebbe un santo, o un martire. Ammiro la sua voglia di migliorarsi".

Panatta, il consiglio che darebbe ad Alcaraz

"Con Carlos e Jannik è difficile sbilanciarsi: quando lo fai, rischi di essere subito smentito - ha proseguito - Per me Sinner è meglio dal lato del rovescio e al servizio, mentre Alcaraz dal lato del dritto, volée, smorzata e movimenti. Carlos mi ricorda Lew Hoad: in giornata buona era imbattibile". Tuttavia, a proposito di Alcaraz, Panatta ha ammesso di essere parzialmente preoccupato: "A Montecarlo l’ho visto insofferente. Ferrero aveva pensato per lui la perfezione, ma gli stava stretta e si è ribellato. Gli consiglierei di essere felice. Forse sta crescendo, però deve avere un’evoluzione oppure resta indietro: gli altri stanno arrivando". Quindi il paragone con Borg: "Non so se fosse felice quando vinceva il Roland Garros e Wimbledon, ma so che ha smesso a 26 anni. Una scelta simile per Alcaraz? Si cresce, ci si evolve. Le priorità cambiano".


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