Sinner svela un retroscena sugli 8 minuti nello spogliatoio: "Nessun trattamento, ecco cosa ho fatto..."
A Jannik Sinner sono bastati 8 minuti per invertire l'inerzia del match di terzo turno contro Eliot Spizzirri e proseguire il suo cammino all'Australian Open. Sull'1-3 nel terzo set, con l'azzurro in preda ai crampi, è stata infatti applicata la heat policy a causa del caldo e i giocatori sono tornati negli spogliatoi affinché potesse essere chiuso il tetto sulla Rod Laver Arena. Col senno di poi si è trattata di una pausa provvidenziale per Sinner, anche se ovviamente non ha potuto ricevere alcun trattamento. Proprio il numero due al mondo ha fatto chiarezza su ciò che è accaduto in quel lasso di tempo: "Non ho fatto niente di che per provare a recuperare. Ero solo e in quel momento non puoi fare trattamenti. Mi sono sdraiato per 5 minuti nel tentativo di sciogliere i muscoli e ho fatto stretching".
Sinner spiega il motivo delle difficoltà
Intervenuto in conferenza stampa, Jannik ha poi analizzato le possibili ragioni dietro le sue difficoltà con le sensazioni di caldo estremo: "A volte non ci sono vere spiegazioni. Magari è stato per il fatto che stanotte non ho dormito come volevo, magari no. Personalmente provo a essere nella miglior forma possibile ogni giorno. Il mio corpo lo conosco un po' meglio adesso. La Heat policy mi ha aiutato sicuramente, anche per la pausa di 10 minuti a fine terzo set". Infine, sull'importanza di raffreddare la propria temperatura corporea: "Non ci sono molte cose che si possono fare per rinfrescarsi. Non ho fatto ricorso al ghiaccio, ma vicino al campo - quando esi - c'è una stanza con un lettino per i trattamenti".