Vagnozzi show, irrompe nella telecronaca di Bertolucci ed Elena Pero: "Ecco i segreti del nuovo Sinner, come la pasta al sugo"

Il coach di Jannik racconta tutto: "È un giocatore in continua evoluzione, che è un po’ il segreto di campioni come Djokovic, Nadal e Federer"
Valerio Minutiello

Colpo di scena a Montecarlo. Vagnozzi ha fatto irruzione durante la partita tra Auger-Aliassime e Cilic e si è seduto accanto a Paolo Bertolucci ed Elena Pero che stavano facendo la telecronaca per Sky Sport. 25 minuti di chiacchierata in cui ha raccontato tutto, ma proprio tutto, su Sinner. Le novità, i segreti, i piani di lavoro, i programmi sul futuro, qualche aneddoto del passato, il loro rapporto. Insomma, spettacolo puro. Oggi Jannik si è allenato con Kouamé per gli ottavi di finale contro Machac: "Un bel giovane - dice Simone - un buon prospetto, un ottimo allenamento oggi quindi siamo contenti. L’anno scorso ci eravamo allenati a Parigi con lui, al Roland Garros e devo dire che è migliorato molto. In allenamento gioca meglio che in partita, però è un bravo ragazzo e si allena bene, sicuramente sarà uno da tenere d’occhio".

Sinner e il passaggio dal cemento alla terra battuta

Dopo la conquista storica del Sunshine Double c'erano tanti dubbi per il passaggio dal cemento alla terra battuta, non proprio la sua superficie preferita. "Avrà fatto solo 4-5 allenamenti - dice Bertolucci - per quello che abbiamo visto con Humbert è già un giocatore centrato, che due anni fa avrebbe sofferto molto di più questo cambio". “Sicuramente la sua esperienza sulla terra è migliore rispetto a due anni fa - risponde Vagnozzi - noi cerchiamo sempre di andare con calma i primi giorni, cerchiamo di sentire un po’ di appoggi, la differenza, le scivolate. Andiamo un po’ progressivamente e devo dire che arrivare con due vittorie a Indian Wells e Miami aiuta, perché la fiducia e la consapevolezza in questo sport è fondamentale. L’anno scorso abbiamo passato 4 mesi di fila sulla terra e ce l’abbiamo un po’ dentro. Ci sono stati episodi, mi ricordo la partita con Tsitsipas un po’ sfortunata, la semifinale qui, oppure con Rune, quando iniziò a piovere con Jannik in vantaggio, l’anno scorso tre match point a Parigi con Alcaraz. Le occasioni per poter vincere un torneo su questa superficie ci sono state, sicuramente non è la sua preferita, ma può fare benissimo anche su questa superficie".


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Sinner

Sinner e i cambiamenti nel gioco

Sinner durante la prima partita con Humbert ha mostrato diverse variazioni nel suo gioco: “Io mi ero candidato a entrare nel team per dargli una mano sul drop shot - scherza Bertolucci -. Non gli ho mai visto giocarne così tanti fenomenali". Vagnozzi conferma: “Io ho campato una vita sul drop shot. Se mi toglievi quello non sapevo più cosa fare. A parte gli scherzi, sta capendo meglio il momento in cui farlo e dove farlo in base alla palla che dà l’avversario. Ora comincia anche a giocarlo anche di rovescio ed è un colpo in cui migliorare ancora, perché quando lui tira forte di rovescio gli altri fanno un passo indietro e quindi poi fare una smorzata sarebbe un passo avanti nel suo gioco e nel suo bagaglio tecnico. Djokovic è un maestro in questo. Sicuramente c’è spazio per mettere qualche variazione in più, ma serve tempo. Non c’è nessuno con la bacchetta magica, ci vuole tempo per cambiare le cose. Nessuno in due settimane può cambiare, è un processo e Jannik è il primo che si vuole migliorare. Da quando ci sono io almeno è un giocatore in continua evoluzione, che continua a crescere, che è un po’ il segreto dei campioni come Djokovic, Nadal e Federer. Non fermarsi mai, cercare di migliorare sempre, anche perché se non hai un motivo per entrare in campo in allenamento diventa difficile poi trovare le motivazioni.

 

 

Sinner, il calendario e la programmazione

Molti si sono stupiti a vederlo in campo a Montecarlo, pochi giorni dopo la conquista del Sunshine Double, le vittorie a Indian Wells e Miami. Alcaraz ha ammesso candidamente che non se lo aspettava: "La programmazione della terra battuta era stata decisa indipendentemente prima dei tornei americani? Noi siamo abbastanza flessibili sul calendario. Naturalmente sì, era stata decisa prima, ora vediamo come va qui il torneo. Madrid è nel nostro calendario per il momento, vediamo come arriva Jannik. Sul lato fisico non penso ci siano dubbi sulla sua tenuta. Abbiamo fatto tra Doha e Indian Wells una preparazione lunga, quindi il serbatoio è bello pieno. È più una questione mentale che fisica perché questi tornei che durano due settimane devi stare praticamente un mese sul pezzo. Dobbiamo trovare il giusto bilanciamento tra quando sei in fiducia e vuoi giocare e quando invece è giusto fermarsi per recuperare".


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Vagnozzi e la ricetta della pasta al sugo

Come una ricetta, si aggiusta sempre qualcosa per rendere il piatto ogni volta più vicino alla perfezione. Sinner aveva già fatto l'esempio della pasta al sugo, e Vagnozzi concede il bis: “Abbiamo lavorato veramente tanto sulla sua flessibilità, perché lui era il classico ragazzo altoatesino che se fa un punto in un modo puoi vuole farlo sempre allo stesso modo. C’è il rischio, soprattutto nei match tre su cinque, che gli altri si abituino. Devi essere bravo a essere camaleontico durante la partita, saper cambiare quando le cose non vanno bene o anche quando l’altro cambia qualcosa. Lui ha una base molto solida, noi cercavamo un po’ di aggiungere qualcosa. Facciamo sempre l’esempio della pasta al sugo: Se metti troppo sale non va bene, troppo poco nemmeno, stessa cosa con il parmigiano. Bisogna trovare sempre le giuste quantità senza stravolgere il suo gioco, che è uno di un attaccante da fondo campo, uno che tira da fondo. Però poi dentro al suo piano tattico bisogna mettere la palla corta, la discesa a rete e altre cose. Sta facendo sicuramente cose straordinarie, questo torneo sarà complicato. Ogni partita in più che riesce a fare qui è un bonus per lui. L’obiettivo è arrivare a Parigi nel miglior modo possibile”.

Vagnozzi e il rapporto con Sinner

Sinner ha sempre voglia di lavorare per migliorare, per Vagnozzi è il top. Il coach racconta la storia dal principio. “All’inizio sentivo una grossa responsabilità, perché sapevo di aver un diamante grezzo tra le mani. Ma io, Cahill e tutto il team abbiamo subito avuto una visione abbastanza chiara di dove dovesse migliorare. Si doveva completare in diverse aree in cui era più carente. Abbiamo investito un paio d’anni in cui abbiamo detto, non fa niente se non vinciamo subito, ma vogliamo che poi sia pronto a vincere in qualsiasi campo e in qualsiasi torneo e ci siamo riusciti, per cui siamo contentissimi. D’altra parte ora appena si perde una partita è un dramma. Cambiano le prospettive, prima quando ti trovavi 4-4 o 5-5 era tutto normale, ora già uno si chiede cosa sta succedendo. In realtà le difficoltà ci sono sempre, anche per lui. Dove lui è fortissimo è proprio nel fatto di riuscire a tirare fuori il meglio di se stesso nelle difficoltà, e quella è una capacità innata e soprattutto si sveglia ogni mattina pensando a come diventare un giocatore migliore, e quello per noi è il top".

Vagnozzi e Sinner, pochi litigi e sempre in campo

"Il rapporto allenatore-giocatore non è mai facile - continua Vagnozzi - quindi ci sono dei momenti soprattutto in campo con un po' di nervosismo, perché poi lui è sempre molto rispettoso e pacato, però ci sono dei momenti in cui devo dargli una svegliata, o devo incoraggiarlo, e poi altri momenti in cui lui cerca dal team la spinta in più, quando magari è teso o altri in cui dice 'tranquilli, penso a tutto io'. Dopo quattro anni, già guardandolo in faccia prima del match capisco come andrà".  

 


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Colpo di scena a Montecarlo. Vagnozzi ha fatto irruzione durante la partita tra Auger-Aliassime e Cilic e si è seduto accanto a Paolo Bertolucci ed Elena Pero che stavano facendo la telecronaca per Sky Sport. 25 minuti di chiacchierata in cui ha raccontato tutto, ma proprio tutto, su Sinner. Le novità, i segreti, i piani di lavoro, i programmi sul futuro, qualche aneddoto del passato, il loro rapporto. Insomma, spettacolo puro. Oggi Jannik si è allenato con Kouamé per gli ottavi di finale contro Machac: "Un bel giovane - dice Simone - un buon prospetto, un ottimo allenamento oggi quindi siamo contenti. L’anno scorso ci eravamo allenati a Parigi con lui, al Roland Garros e devo dire che è migliorato molto. In allenamento gioca meglio che in partita, però è un bravo ragazzo e si allena bene, sicuramente sarà uno da tenere d’occhio".

Sinner e il passaggio dal cemento alla terra battuta

Dopo la conquista storica del Sunshine Double c'erano tanti dubbi per il passaggio dal cemento alla terra battuta, non proprio la sua superficie preferita. "Avrà fatto solo 4-5 allenamenti - dice Bertolucci - per quello che abbiamo visto con Humbert è già un giocatore centrato, che due anni fa avrebbe sofferto molto di più questo cambio". “Sicuramente la sua esperienza sulla terra è migliore rispetto a due anni fa - risponde Vagnozzi - noi cerchiamo sempre di andare con calma i primi giorni, cerchiamo di sentire un po’ di appoggi, la differenza, le scivolate. Andiamo un po’ progressivamente e devo dire che arrivare con due vittorie a Indian Wells e Miami aiuta, perché la fiducia e la consapevolezza in questo sport è fondamentale. L’anno scorso abbiamo passato 4 mesi di fila sulla terra e ce l’abbiamo un po’ dentro. Ci sono stati episodi, mi ricordo la partita con Tsitsipas un po’ sfortunata, la semifinale qui, oppure con Rune, quando iniziò a piovere con Jannik in vantaggio, l’anno scorso tre match point a Parigi con Alcaraz. Le occasioni per poter vincere un torneo su questa superficie ci sono state, sicuramente non è la sua preferita, ma può fare benissimo anche su questa superficie".


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Vagnozzi show, irrompe nella telecronaca di Bertolucci ed Elena Pero: "Ecco i segreti del nuovo Sinner, come la pasta al sugo"
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