Tre fusi e due Continenti: i 70 folli giorni di Sinner tra cinque tornei e cinque finali
Due continenti, tre fusi orari diversi, cinque tornei giocati e cinque finali disputate nel giro di 70 giorni. Jannik Sinner, soprattutto a Roma contro Daniil Medvedev, è stato più forte del problemi fisici e della stanchezza. Tra incognite muscolari e qualche disturbo intestinale, il numero uno del mondo è riuscito a raggiungere la quinta finale 1000 della stagione - la sesta consecutiva nei Masters - e si giocherà con Casper Ruud l’ultimo titolo 1000 mancante.
Cinque tornei e cinque finali di fila per Sinner
Indian Wells, Miami, Madrid, Montecarlo, Roma. Cinque tornei tra Stati Uniti, Spagna, Principato di Monaco e Italia. A partire dalla California il 7 marzo, Sinner ha giocato – tra singolare e doppio – ben 30 partite in poco più di due mesi (70 giorni), con una spaventosa media di un match ogni 2.3 giorni. Due mesi in cui l’azzurro è stato 45 ore e 55 minuti in campo, rimanendo imbattuto in singolare (28 vittorie in fila) e perdendo solamente in doppio in coppia con Opelka a Indian Wells.
I numeri record di Jannik nei Masters 1000
Parlando di singolare, nei 28 successi in fila – miglior striscia della carriera nel circuito maggiore – Sinner ha perso il servizio solamente 12 volte, mentre ha strappato la battuta ai propri avversari in 92 occasioni. Negli ultimi due mesi non ha lasciato set per strada a Indian Wells e Miami, mentre ha concesso un set a Montecarlo (Machac), a Madrid (Bonzi) e a Roma (Medvedev). Alla 14ª finale 1000 della carriera, Sinner diventa il secondo a raggiungere la finale
in sei 1000 in fila da Djokovic nel 2015-16. Jannik in finale in tutti i 1000 su terra nella stessa stagione: oltre a lui ci era riuscito solo Rafael Nadal nel 2007, 2009, 2010, 2011 e 2013), che solo in un’occasione è riuscito anche a vincerle tutte (2010).