Volley Mercato: Guillermo Falasca sulla panchina di Milano
MILANO-L' addio di Roberto Piazza non ha trovato impreparati iI presidente Lucio Fusaro e il direttore generale e sportivo Fabio Lini che in poche ore hanno annunciato il nome del sostituto riportando in Italia, dopo una stagione in Polonia, il tecnico argentino Guillermo Falasca, allenatore emergente ma già protagonista in Europa. Per Falasca si tratta di un ritorno in Italia dopo l’esperienza a Cisterna e la parentesi in Polonia, e soprattutto di un banco di prova importante in una piazza ambiziosa come quella meneghina.
LA CARRIERA-
Il tecnico spagnolo ha 48 anni ma è nato a Mendoza, capoluogo del dipartimento di Capital in Argentina. All’età di dieci anni con la sua famiglia si è trasferito in Spagna, a Malaga, in Andalusia, la città di Pablo Picasso che è ancora oggi un fervente polo culturale. I nonni paterni sono italiani: nonno di Frosinone e nonna calabrese. Lui ama il cibo italiano, pizza, pasta e bistecche alla fiorentina. Da giocatore Guillermo è stato un opposto di talento e ha giocato tanto anche in Italia a Vibo, Forlì, Piacenza, Santa Croce e Taviano, oltre che al Narbonne in Francia, mentre con la nazionale spagnola ha vinto la mitica medaglia d’oro al campionato europeo in Russia nel 2007. Da coach, Falasca ha vinto la Cev Challenge Cup 2022 alla guida del Narbonne, in rimonta contro l’Ankara Halkbank. A Cisterna ha ottenuto la qualificazione ai quarti di Coppa Italia e ai playoff scudetto, infine l’esperienza con il Norwid Częstochowa. In carriera ha anche guidato per tre stagioni la squadra spagnola dell’Alcobendas. Era un giocatore (palleggiatore) e un tecnico di grande talento anche l’amato fratello di Guillermo, Miguel Ángel, prematuramente scomparso nel giugno di sei anni fa.
Le parole di Guillermo Falasca
«Penso che provo soprattutto orgoglio ad arrivare dopo un allenatore come Piazza e certo, anche dopo Andrea Giani. Milano ha avuto un decennio di allenatori tra i più importanti del mondo e sono orgoglioso che Fabio Lini e Lucio Fusaro oggi abbiano scelto me per portare avanti questo progetto importante in una città incredibile come Milano. Mi fa sentire onorato e anche con una grande responsabilità. È molto bello davvero».
In Italia hai già fatto bene con Top Volley Cisterna, poi l’esperienza in Polonia, non semplice e lineare, conclusa prima del tempo, ma forse altrettanto importante nel percorso di crescita da allenatore?
«La Polonia non è andata come mi aspettavo, è vero, ma credo sia stato ad ogni modo un passaggio importante nella mia crescita. A quasi tutti gli allenatori nel corso della carriera capitano avventure in cui non fai risultati, ma che ti servono per maturare. Ho commesso errori, ma anche quelli servono per salire di livello nel nostro lavoro. Cisterna, invece, era stato il mio arrivo in Italia per un progetto nuovo. Era nuova anche la denominazione della società che comunque prendeva forma da una squadra forgiata da un tecnico come Fabio Soli per due stagioni. Fu una bella ripartenza con momenti di crescita importanti nei due anni. Ho avuto modo di conoscere meglio il campionato italiano, dove avevo giocato per diverse stagioni, e migliorare il mio metodo di lavoro. Credo che la fiducia che oggi mi ha dato Milano per questo progetto provenga dai due campionati con Cisterna».
In effetti per Allianz Milano andare a giocare a Cisterna contro la squadra di Falasca era un po’ come andare dal dentista. Nel novembre 2023 arrivò un sonoro 3-0 in un’ora e 20 minuti con gli attuali trentini Faure e Ramon sugli scudi. Che ricordi hai di quelle sfide?
«Allianz Milano era sempre tra gli avversari più difficili e temuti. Era sempre complicato giocare contro Allianz e qualche volta uscivano però delle belle sfide, grazie al nostro muro e alla nostra battuta. Hai ricordato quella nostra vittoria, ma io mi ricordo anche tutte le nostre sconfitte. Però, ecco, noi provavamo sempre a vincere contro tutti e anche l’anno prossimo tutte le partite».
Che tipo di squadra dobbiamo aspettarci dal punto di vista tecnico e caratteriale? La tua carriera da giocatore, fino allo storico Europeo vinto con la Spagna, quanto influenza il tuo modo di stare in panchina?
«Come tutti gli allenatori mettono in gioco la propria identità. A me piace essere aggressivo come lo ero quando giocavo da opposto: tiravo tutto in battuta e in attacco. L’aggressività, l’essere “on fire” dal primo tocco è fondamentale. Poi certo, si deve sempre trovare l’equilibrio tra la propria personalità e volontà e il bisogno della squadra, in modo che tutti si adattino al mio ideale. Non possiamo prescindere dal chiedere a ogni giocatore il 100% e di metterlo in condizione di dare quel 100%. Il mio stile e quello della squadra li vedrete in campo, ma non prescinde dal tirare a tutta la battuta e fare una bella fase break».
Cosa ne pensi del roster che avrai a disposizione?
«Sono indubbiamente molto contento e motivato del lavoro fatto da Fabio Lini per formare la squadra. Sono entusiasta, lasciamelo dire, che Fabio mi abbia reso subito parte di questa costruzione fin dal primo momento. Avrò un bel gruppo, che ha cambiato rispetto all’ultimo anno la diagonale maggiore, salutando due campioni come Kreling e Reggers, ma ne ha inseriti altrettanti e forse più di due più anche in altre parti del campo. Abbiamo tutti gli strumenti per lavorare bene dal primo giorno e costruire la migliore versione di noi. Il campionato, lo sappiamo, è sempre più competitivo e in questo buon equilibrio per emergere punteremo sulla nostra energia, sui tanti giovani, sulla loro voglia di arrivare e sulla classe ed esperienza dei giocatori più maturi che abbiamo in rosa, abituati a competere per traguardi assoluti».
Che messaggio vuoi mandare ai tifosi milanesi?
«A tutti i tifosi di Milano, ma anche a chi ancora non lo è e vorrà venire a trovarci all’Allianz Cloud per le partite, le amichevoli e gli allenamenti, posso dire che si accorgeranno della nostra motivazione, del nostro power: ci chiamiamo Powervolley mica per niente. Ormai venti anni fa da giocatore ho vinto un Europeo su cui nessuno avrebbe scommesso. Ora sono qui a Milano per continuare un grande percorso nella pallavolo».