Gasperini: "Non sono una brutta persona". Poi lascia la conferenza in lacrime e sbatte la porta 

Il tecnico a Trigoria si commuove ricordando la compattezza dei tempi dell'Atalanta: mai visto così
Aliprandi - Zucchelli
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Mai visto così. Gian Piero Gasperini lascia la conferenza prima di Roma - Atalanta in lacrime. Al termine di mezz'ora molto dura, ricordando il periodo dell'Atalanta, la compattezza che c'era soprattutto grazie a Percassi padre, Gasperini si è commosso. In lacrime, voce spezzata, si è alzato e se ne è andato, chiudendo così la conferenza. Poi, lasciando la sala, ha sbattuto la porta con un calcio. Poco prima aveva detto: "Non sono una brutta persona se sono stato 9 anni a Bergamo e 8 a Genova". 

Gasperini in lacrime, cosa è successo a Trigoria

Ricapitolando cosa è successo a Trigoria. Inizia la conferenza, Gasperini prende la parola, immaginando le tante domande sul caso Ranieri. Parla lui e dice di essere rimasto molto sorpreso dalle dichiarazioni del senior advisor: "Perché non abbiamo mai discusso con certi toni. Normali confronti". Lo ripeterà più volte nel corso della conferenza, così come ripeterà più volte che, a suo dire, tutte le discussioni di questi mesi rientrano in normali dialettiche. Gasp dribbla le domande sul futuro, risponde solo a quelle di campo ma, quando il discorso vira sull'Atalanta, si toglie un paio di sassolini. Il primo: "Se sono stati quasi 8 anni a Genova e 9 a Bergamo non sono una persona così brutta". Il secondo: "Nell'Atalanta non c'era solo giovani o ragazzini. Ma un gruppo di giocatori esperti, che poi è stato ampliato, integrato, cambiato. Ma non erano solo giovani". Quando, sul finale, la conferenza sembra scivolare via senza altri sussulti, il colpo di scena. Gasperini parla di Percassi (Antonio, il padre) e della compattezza della sua Atalanta: "Quella è stata una cosa straordinaria, non solo per merito mio, ma anche della società. A un certo punto, questa società capacissima a operare in sintonia con l’allenatore... A un certo punto, questa sintonia, un po’ perché è cambiata la società, un po’ perché non c’era più il papà a cui ero sicuramente più legato…". Gasperini si commuove, se ne va. Evidentemente esausto dopo una settimana, per lui, molto difficile.


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