Comprare italiano - e più in generale comprare in Italia, fare sistema, non portare le risorse all’estero - di questi tempi è un atto che ha in sé qualcosa di rivoluzionario. Servono una buona dose di coraggio e una certa disponibilità in cassa, ma il presupposto di partenza è avere una visione, una prospettiva di medio-lungo termine, per guardare oltre il cartellino del prezzo o il prezzo del cartellino, che non sarà mai a buon mercato. Del resto, non è forse questo - «da noi costa troppo» - l’alibi di chi va a cercare il talento all’estero?
Inter, 50 milioni per Palestra: Marotta compra italiano
Per portare a casa l’oggetto dei desideri, il laterale destro dei prossimi dieci anni e più, l’Inter pagherà (almeno) 50 milioni di euro, il che renderà Palestra il secondo acquisto più caro nella storia del club, secondo solo a Romelu Lukaku. Un investimento che va controcorrente ma che fa bene a tutto il sistema, non solo alle casse di Percassi. Nella classifica degli italiani più costosi di sempre, i primi tre sono finiti tutti all’estero: se Retegui in Arabia è un valore fuori scala, Tonali al Newcastle e Jorginho a suo tempo al Chelsea dicono molto del trend di questi anni. Come dicono molto le partenze di Calafiori (Arsenal) e Leoni (Liverpool), inevitabili viste le cifre in ballo. Sarebbe stato quello il destino di Palestra, la Premier League, se la sua volontà avesse vacillato di fronte alle proposte di City e Chelsea. Ma questa è un’altra storia.
L'Inter consolida il blocco azzurro
Un investimento di questo tipo non può essere un capriccio estivo o una prova di forza dopo anni di mercato sostenibile e sacrifici dolorosi. Con Palestra l’Inter intende consolidare il blocco azzurro e cavalcare l’onda lunga di un ciclo di successi nati intorno a investimenti che hanno ripagato il club negli anni, ripetendo lo stesso schema delle operazioni Barella e Bastoni, pilastri degli ultimi tre scudetti. Una strategia che si integra perfettamente con le logiche delle nuove regole sul fair play finanziario e col concetto del “costo squadra” che premia le relazioni durature. Lautaro, all’Inter da otto anni, con i suoi 9 milioni più bonus di stipendio, costa meno di un acquisto fresco fresco come Hojlund, che allo stipendio (più basso) deve aggiungere l’ammortamento. Se hai i soldi compri e poi compri ancora; se sei bravo col player trading compri e rivendi a stretto giro per portare a casa la plusvalenza, che è un po’ come cambiare auto ogni due anni finché è in garanzia. Ma se sai scegliere bene, e sai aspettare, sarai ricompensato.