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Coronavirus, quale futuro per le maratone italiane? Gli organizzatori rispondono

(Inchiesta PARTE 1) Abbiamo fatto 4 domande agli organizzatori delle più importanti maratone italiane del periodo autunnale. Certezze, dubbi, speranze, richieste, problemi di calendario e tanto altro. 

Coronavirus, quale futuro  per le maratone italiane? Gli organizzatori rispondono

Rinvii, annullamenti, ripensamenti di date, calendari gare italiane ed estere sovraffollati, partecipanti che non si possono muovere dalle loro nazioni, aziende sponsor che adesso non stanno fatturando. Nell’italico mondo running ci sono e ci saranno tanti problemi nella seconda parte dell’anno quando, speriamo, si potrà tornare a correre e fare le gare. Il coronavirus sta mettendo a dura prova gli organizzatori di maratone, eventi sportivi di massa che senz’altro saranno a lungo penalizzati da questa situazione. Gli organizzatori sono, almeno nelle realtà più grandi e consolidate, dei veri professionisti, società di eventi a tutti gli effetti, con imprese, dipendenti, importanti investimenti economici sulle spalle e tante responsabilità, anche penali. Per questo alle maratone più importanti d’Italia in programma nei mesi di ottobre, novembre e dicembre abbiamo posto 4 basilari domande su come vedono la situazione, se sono favorevoli o contrarie che le gare annullate in queste settimane riprogrammino l’evento nelle loro stesse domeniche, quali sono le speranze e cosa chiedono alle Istituzioni sportive, in primis alla Fidal. Queste le loro risposte.

PARTE 1 – Venezia, Lago Maggiore, Ravenna

PARTE 2 – Verona, Firenze, Pisa. (In attesa di altre maratone)

PARTE 3 - Parma, Torino, Palermo, Reggio Emilia

PARTE 4 - Brescia, Milano, Padova, Treviso, Rimini

25 OTTOBRE – VENICEMARATHON – Direttore Generale Lorenzo Cortesi

Dopo l’estate finalmente sarà possibile organizzare gare podistiche in Italia? Se sì, con quali eventuali limitazioni? (no assembramenti, spazi di 1 metro, partenza scaglionata, no spogliatoi, no ristori etc)

Ci auguriamo che sia così, ma è impensabile correre distanze così impegnative senza servizi adeguati, alla ripresa sono certo ci saranno nuove misure di sicurezza, ma noi facciamo grandi eventi aggregativi di massa. Forse per i piccoli eventi con pochi iscritti e distanze non troppo impegnative si potranno adottare dei palliativi. Anche se a mio avviso la ripresa dovrà essere attivata solo quando ci saranno tutte le condizioni di sicurezza. Appena si potrà proverò personalmente a fare un lungo con la mascherina e ti saprò dire se a mio avviso può diventare una misura sostenibile per un RUNNER, certamente no per un TOP RUNNER, pertanto partiremo già con avere gare con un livello tecnico certamente inferiore.

Favorevole o contrario all’inserimento  nel calendario autunnale delle competizioni annullate in questa prima parte dell’anno? Quali le soluzioni?

Quale ‘mondo running’ italiano ed estero ci troveremo da settembre in poi, dopo il coronavirus? Più povero di sponsor e aziende? Istituzioni locali che incentiveranno in misura maggiore per non perdere indotto turistico?

 In merito a queste due domande, come ho detto anche qualche giorno in una intervista online alla rivista CORRERE credo sia: «Impossibile che vengano svolte tutte quelle maratone. Occorre concertazione tra gli organizzatori.».

Questa una sintesi di quanto ho detto e che confermo: “Si sta creando una situazione insostenibile, lo dico con la massima comprensione per tutti. Sarà difficile che si possano effettuare tutte le gare che si stanno concentrando tra settembre e dicembre, con le difficoltà che già si hanno in condizioni normali e che in questa emergenza del Paese si moltiplicano a dismisura.

Aggiungo ancora: “Secondo me nemmeno le Major ancora per il coronavirus riusciranno a essere svolte tutte: Boston, Berlino, Londra e Chicago una attaccata all’altra e New York poche settimane dopo. Un altro problema sono gli stranieri che a mio avviso non ci saranno nelle gare d’autunno, né in Italia né nelle prove all’estero. La conseguenza è che ognuno potrà contare solo sul bacino locale, perché le compagnie aeree faticheranno a rimettersi in attività. In questo scenario, poi, recuperare una gara in autunno significherà, il più delle volte, compromettere l’edizione 2021, che dovendo tornare al periodo abituale lascerà a chi organizza pochi mesi per fare tutto. Da questo punto di vista, devo dare atto alla Acea Run Rome The Marathon, la maratona di Roma di avere fatto da subito la scelta migliore comunicandolo anche con largo anticipo. Saltare un’edizione praticamente già preparata ha un costo e questo sarà un ulteriore problema: quanti organizzatori se lo potranno permettere? Occorre, secondo me, un momento di confronto”.

«I comuni dovranno far ripartire tutte le attività come concerti, mercati o feste tradizionali. Permessi su permessi. Dove troveranno il tempo per ascoltarci? Con che faccia si andrà a chiedere di chiudere le strade per un’intera domenica?.

Confermo ancora quanto ho detto alla rivista Correre: “Per molte mansioni fondamentali, soprattutto dopo l’ingresso in scena della circolare Gabrielli (sicurezza anti-terrorismo, ndr), noi organizzatori ci rivolgiamo alla Protezione civile, alla Croce Rossa o altri enti dopo mesi come questi, quegli operatori saranno molto provati e sotto stress. Credo verrà emanata una sorta di “Gabrielli 2”, con norme anti-epidemia e per un organizzatore anche questo si tradurrà in costi aggiuntivi. Come Venicemarathon per nostra fortuna siamo una realtà solida, ma penso ai tanti organizzatori che portano avanti la propria gara per passione, dopo il lavoro: i “silver” e i “bronze” del calendario Fidal. Serve confrontarsi, per loro sarà difficile sopravvivere a una crisi come questa. Ci sarà, purtroppo, una sorta di selezione naturale.»

Che tipo di aiuto vi attendete dalla Fidal?

Dalla FIDAL, come si evince dalle decisioni prese in consiglio federale il 27 marzo, ci aspettiamo che faccia rispettare le regole di calendario invitando tutti gli organizzatori a fare una riflessione a 360° prima di chiedere riposizionamenti nel calendario autunnale (già troppo sovraffollato ) e a riprogrammare l'evento per il 2021. Anche se alla fine sono convinto che molti rifletteranno ed in autonomia decideranno per il rinvio al 2021 autonomamente. Infine ci aspettiamo dalle istituzioni un supporto anche economico per fare fronte a questo difficile momento, se non diretto una facilitazione come sospensione delle tasse gara, sospensione della tassa di 1 euro atleta iscritto, supporti nella promozione internazionale.

 

SPORTWAY LAGO MAGGIORE MARATHON – Presidente Paolo Ottone

Dopo l’estate finalmente sarà possibile organizzare gare podistiche in Italia? Se sì, con quali eventuali limitazioni? (no assembramenti, spazi di 1 metro, partenza scaglionata, no spogliatoi, no ristori etc)

Credo e spero, dato che questo è il mio lavoro, si possa ripartire già prima dell’estate. Parliamo di una vera industria quella del running che crea milioni di fatturato e quindi non va né dimenticata in termini di aiuti statali ne ostacolata. Sarebbe opportuno, specie nel dopo emergenza, che FIDAL e i ministeri di Sport-Turismo capissero che la gestione attuale causa mancate entrate di svariate centinaia di milioni al sistema turistico italiano….urge “apertura e snellimento” per avere i grandi numeri che porterebbero beneficio economico a tutti. Sicuramente credo che gli eventi di qualsiasi carattere che prevedano assembramenti saranno gli ultimi ad essere re-introdotti e quando questo accadrà senza dubbio ci verranno richieste delle misure per contenere possibili ritorni di contagio; negli eventi podistici la vera sfida sarà la gestione di migliaia di persone in varie aree e in spazi temporali molto limitati.

 

Favorevole o contrario all’inserimento  nel calendario autunnale delle competizioni annullate in questa prima parte dell’anno? Quali le soluzioni?

Non sono favorevole allo spostamento delle gare che purtroppo hanno dovuto subire l’emergenza sanitaria. Sono piuttosto per una cancellazione per non andare ad intasare i calendari autunnali andando inoltre a frammentare il numero di podisti che ovviamente faranno, tranne pochi casi, solamente una Maratona in autunno. Optare per l’annullamento credo sia un comportamento più rispettoso e atto dovuto nei confronti di altri organizzatori….noi abbiamo dato l’esempio concreto con l’annullamento della 13^ Lago Maggiore Half Marathon che era prevista il 19.04.2020.

Quale ‘mondo running’ italiano ed estero ci troveremo da settembre in poi, dopo il coronavirus? Più povero di sponsor e aziende? Comuni che incentiveranno in misura maggiore per non perdere indotto turistico?

Come dicevo prima sono convinto da anni che al mondo del running italiano serva un’importante rivoluzione, e mai come adesso ci troviamo davanti l’esigenza e le condizioni per attuarla assieme. Necessitiamo di piani turistici per i “Grandi Eventi Sportivi” che abbiano obbiettivi pluriennali e che siano sostenuti in maniera importante dallo Stato. Serve sburocratizzare immediatamente la procedura di iscrizione di italiani e stranieri con uno strumento semplice come l’autocertificazione, di possesso dei documenti richiesti dalla FIDAL per gli italiani e di rispetto delle normative sanitarie dello stato di provenienza per gli stranieri. Solo in questo modo potremo finalmente vedere i numeri che le tante gare di livello italiane meritano e che porterebbe interesse di aziende e istituzioni. Sicuramente ci vorrà del tempo perché la gente ritorni a viaggiare per condizioni legate alla disponibilità economica, alla paura di contagio e soprattutto in merito alla reale possibilità di viaggiare oltre confine oppure alla disponibilità di tratte aeree etc.

Che tipo di aiuto vi attendete dalla Fidal?

Mi aspetto un’azione forte nei confronti del governo per reperire fondi a favore degli organizzatori che hanno dovuto subire cancellazioni degli eventi e per quelli che come noi non avranno vita facile nel portare avanti e pubblicizzare eventi del prossimo autunno e dei prossimi anni.

Come dicevo sopra necessitiamo di un cambiamento netto: innanzitutto uno snellimento importante delle norme per le corse su strada con autocertificazione (vedi sopra) per la partecipazione, ma anche con l’inserimento di una nuova tipologia di tesseramento che potrebbe essere chiamata “PROMO” sempre con certificato medico, ma che permetterebbe a chiunque di tesserarsi partecipando con ordine di arrivo. Questo vorrebbe dire non perdere tesserati e partecipanti a favore di altri enti sportivi o gare non competitive che rappresentano la vera concorrenza ed insieme finalmente eliminare l’esigenza di diverse partenze etc.

8 novembre - Maratona di Ravenna Città d'Arte – Presidente Stefano Righini

Dopo l’estate finalmente sarà possibile organizzare gare podistiche in Italia? Se sì, con quali eventuali limitazioni? (no assembramenti, spazi di 1 metro, partenza scaglionata, no spogliatoi, no ristori etc). Purtroppo, è impossibile in questo momento così incerto, dare risposta a questa domanda. Possiamo solo attenerci a quanto indicato dal Governo e dalle autorità competenti. Dobbiamo essere ottimisti, ma oggigiorno nessuno è in grado di immaginare cosa accadrà nei prossimi mesi al termine di questa emergenza.  

Favorevole o contrario all’inserimento nel calendario autunnale delle competizioni annullate in questa prima parte dell’anno? Quali le soluzioni?

A questa domanda credo debba rispondere direttamente la FIDAL, che è l’organo preposto a legiferare sul calendario e sull’intera programmazione sportiva del settore. Chiaramente dovranno essere valutate tutte le opzioni, tenendo presente che le manifestazioni che non si sono potute disputare in questi mesi hanno subito un danno che non potrà essere recuperato con lo spostamento. Al contempo, le gare previste per la seconda parte della stagione avranno a loro volta un danno dovuto al sovraffollamento, con i partecipanti “spalmati” su un calendario che nel giro di pochi mesi vedrà triplicato il numero delle manifestazioni.

Quale ‘mondo running’ italiano ed estero ci troveremo da settembre in poi, dopo il coronavirus? Più povero di sponsor e aziende? Istituzioni locali che incentiveranno in misura maggiore per non perdere indotto turistico?

Dobbiamo prepararci ad un periodo che registrerà una minor presenza straniera, visto il ritardo col quale si è manifestato il virus nel resto del mondo e tenendo presente la difficoltà negli spostamenti. Il momento è difficile per tutti e non abbiamo certezze. Auspichiamo però che le aziende tornino ad investire e comunicare anche attraverso gli eventi sportivi.

Che tipo di aiuto vi attendete dalla Fidal?

Se la FIDAL riceverà contribuiti dal Governo, mi auguro li ripartisca tra coloro che hanno subito i danni maggiori. Nel Consiglio FIDAL del 27 marzo sono stati varati una serie di provvedimenti in favore delle società sportive e questo mi sembra giusto. Spero si tenga conto sia delle associazioni che degli organizzatori degli eventi che portano indotto alla Federazione.

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