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Correre per dimagrire, queste le regole da rispettare

Sì ai carboidrati, no alla sensazione di fame. Correre fa rima con dimagrire, ma ci sono delle regole da rispettare.

Correre per dimagrire, queste le regole da rispettare

Correre, si riparte! Il Dott. Francesco Cagnazzo ci parla di peso corporeo e dimagrimento nel running.

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La ripresa della corsa non soltanto determina un aumento della spesa energetica, ma anche l’attivazione di tutta una serie di meccanismi utili al runner che ha grasso corporeo da smaltire.

Correndo infatti si verifica:

  • Un consumo diretto di grassi;
  • Un maggior controllo sui meccanismi di fame e sazietà;
  • Un benessere psichico grazie al rilascio di endorfine.

Tuttavia, tali vantaggi perdono importanza senza il controllo dell’alimentazione.

La buona notizia è che si possono abbinare corsa e alimentazione, anzi, quanto più integriamo correttamente questi due aspetti tanti più risultati avremo in termini di prestazione, composizione corporea e salute.

Perché l’eccesso di peso e di grasso corporeo sono nemici della prestazione? 

Perché la spesa per correre ciascun chilometro cresce in proporzione diretta con il peso. In altre parole, chi pesa di più consuma più ossigeno, a parità di sforzo fisico, quindi il suo gesto è meno economico e la velocità di corsa ne risente negativamente.

Uno studio che ha coinvolto 24 runners, sia uomini che donne provenienti dall’Etiopia, ha dimostrato che, sebbene tutti erano magri e facevano ottimi tempi in gara, l’atleta più magro era anche il più veloce.

Attenzione però! E’ fondamentale raggiungere il peso e la composizione corporea ottimali con metodi che non riducano le capacità di prestazione e soprattutto non comportino rischi per la salute. Capita spesso infatti che il runner, nel cercare di pesare il meno possibile “a tutti i costi”, segua diete con restrizioni caloriche radicali che comportano uno squilibrio della composizione corporea, con perdita principalmente di fluidi e massa magra.

NO ALLA FAME - Seguire una dieta troppo restrittiva impedisce di allenarsi al meglio e attiva degli adattamenti metabolici che a loro volta impediscono la perdita di peso e aumentano il senso di fame.

E’ bene invece calibrare l’apporto di cibo tenendo a mente la cosiddetta “disponibilità energetica”, definita come l’energia disponibile per l’organismo dopo aver sottratto l’energia consumata dall’attività fisica all’energia totale assunta. In particolare, diete inferiori a 30 Kcal/kg di massa magra al giorno, sonno dannose per la salute, perché impediscono l’ottimale funzionamento del metabolismo.

SI’ AI CARBOIDRATI - Per poter correre è necessario avere una certa quantità di glicogeno nel fegato e nei muscoli, quindi non ha senso seguire le diete dimagranti che suggeriscono di togliere i carboidrati.

In conclusione, il runner dovrebbe ricercare il dimagrimento vero, che consiste nella perdita esclusiva di grasso, ma i passi da compiere prevedono di adottare delle strategie di allenamento e alimentazione che, solo se ben combinate, evitano illogiche sofferenze.

Testo a cura del Dr. Francesco Cagnazzo, Specialista in Scienze dell'Alimentazione e della Nutrizione Umana- Nutrizionista 

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