Perez: "La Superlega esiste ancora, Milan e Juve non hanno lasciato"

Il presidente del Real Madrid, numero uno del nuovo format, non si arrende: "Nessuno ha pagato la penale per uscire dal progetto. Quanta aggressività contro di noi"
8. Florentino Perez© Getty Images
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MADRID (Spagna) - La Superlega europea è congelata. Lo fa capire il presidente del Real Madrid e della stessa Superlega, Florentino Perez, in un'intervista alla radio spagnola Cadena Ser: “Il progetto è in stand-by. La società (della Superlega, n.d.r.) esiste ancora", le parole del 73enne dirigente spagnolo, che assicura che "Juventus e Milan non se ne sono andate. Stiamo tutti insieme: riflettiamo, lavoriamo". Perez rivela anche di aver parlato ieri con il presidente del Barcellona, Joan Laporta: "E’ ancora nel progetto". Della rinuncia da parte dei sei club inglesi che erano tra i 12 club fondatori della Superlega, il presidente del Real Madrid dice: "Abbiamo lavorato per anni a questo progetto. Forse non siamo riusciti a spiegarlo. Forse oggi lo farò meglio. Non ho mai visto una tale aggressività da parte del presidente Uefa e dei presidenti dei campionati nazionali. Sembrava qualcosa di orchestrato, che volessimo uccidere il calcio, che avessimo appena sganciato una bomba atomica. Mentre stavamo semplicemente cercando di salvare il calcio".

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Perez: "Nessuno ha abbandonato la Superlega"

Perez si definisce inoltre "triste e deluso", lamenta "l'aggressività, le minacce e gli insulti" arrivati ai 12 club, ma non rinnega nulla o quasi: “Il format della Champions è obsoleto e la competizione diventa interessante solo dai quarti – dice ancora il presidente del Real Madrid - non funziona. L'idea era di un format dove le squadre più importanti d'Europa si affrontano sin dall'inizio: si possono fare più soldi se le big non sono in perdita e il tutto mantenendo la solidarietà verso gli altri”. Per Perez non è ancora tutto finito perché i 12 club fondatori "hanno firmato un contratto vincolante. Potevamo accogliere altre squadre, ma non ci hanno nemmeno dato l'opportunità di spiegare il nostro progetto. Non può essere che chi è davanti ci perda dei soldi e che li guadagnino gli altri. Ma la Superlega è in stand-by, esiste. La Juve e il Milan non se ne sono andati, siamo tutti uniti. E il Barcellona sta riflettendo. Al momento nessuno ha abbandonato la Superlega perché nessuno ha pagato la penale per farlo. Se ci sono soldi, ci sono soldi per tutti, quello che conta è che le partite suscitino l'interesse dei giovani".

Perez: "I club perderanno due miliardi di euro"

A chi accusa la Superlega di non considerare il merito sportivo, Perez replica che chi ne faceva parte "se l'era guadagnato sul campo. Sono i club con più tifosi. Oggi ho parlato tre volte con Agnelli, non mi sento solo. Sarebbe un peccato non considerare questo format. E bisognerebbe farlo ora, non possiamo aspettare tre anni. I soldi arrivano con le buone partite, dove c'è competizione. Partite di massimo livello, senza escludere nessuno, come gli incontri fra Federer e Nadal”. “Il calcio lo mantengono i grandi club come il tennis viene mantenuto dai grandi giocatori - insiste Perez - qualcuno ora ci proponga allora un altro format in grado di generare ricavi. Perché quando passerà tutto questo, vedremo che succede: i club perderanno più di due miliardi di euro".

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