Gravina si dimette, è ufficiale: il 22 giugno le elezioni per il prossimo presidente della Federazione
Gabriele Gravina si è dimesso. Non è più il presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio. A fronte di un Europeo vinto nel 2021, pesano come macigni l'eliminazione nel 2024 da campioni in carica e, soprattutto, la mancata partecipazione ai Mondiali del 2022 e del 2026. Le elezioni per il prossimo presidente della Figc ci saranno il 22 giugno, in pieno campionato del Mondo: entro 40-45 giorni le candidature.
Dimissioni Gravina, il comunicato ufficiale
Questo il testo del comunicato ufficiale che annuncia le dimissioni di Gravina: "Si è svolto oggi presso la sede della FIGC a Roma l'incontro tra Gabriele Gravina e i presidenti delle componenti federali. A inizio lavori Gravina ha informato i massimi rappresentanti della Lega Calcio Serie A Ezio Maria Simonelli, della Lega B Paolo Bedin, della Lega Pro Matteo Marani, della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete, dell'Associazione Italiana Calciatori Umberto Calcagno e dell'Associazione Italiana Allenatori di Calcio Renzo Ulivieri, di aver rassegnato le dimissioni dall'incarico affidatogli nel febbraio 2025 e di aver provveduto ad indire l'Assemblea Straordinaria Elettiva della Figc per il prossimo 22 giugno a Roma. La data è stata individuata nel pieno rispetto dello Statuto federale e per garantire alla nuova governance l'espletamento della procedura d'iscrizione ai prossimi campionati professionistici. Durante la riunione, inoltre, Gravina ha ringraziato le componenti per aver rinnovato, in forma pubblica e privata, la vicinanza e il sostegno alla sua persona e ha informato i presidenti di essersi reso volentieri disponibile ad intervenire in audizione il prossimo 8 aprile (ore 11) in VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati per relazionare sullo stato di salute del calcio italiano. Sarà in quella sede che il presidente Gravina esporrà nella maniera più compiuta ed esaustiva possibile una relazione sui punti di forza e di debolezza del movimento, toccando anche alcuni dei temi già affrontati nella conferenza stampa svoltasi dopo la gara della Nazionale giocata a Zenica lo scorso martedì 31 marzo. A tal proposito - continua il comunicato - Gravina si è detto rammaricato per l'interpretazione delle sue parole sulla differenza tra sport dilettantistici e professionistici, che non volevano assolutamente essere offensive nei confronti di alcuna disciplina sportiva, bensì erano un riferimento alle differenti normative e regolamentazioni interne (ad esempio, la presenza nella governance di alcune Federazioni di Leghe con le relative autonomie) ed esterne (con espresso riferimento alla natura societaria dei Club professionistici calcistici che devono sottostare a una legislazione nazionale e internazionale diversa dai Club dilettantistici)".
Gravina, 8 anni di gioie e dolori
Gabriele Gravina diventa presidente della Figc il 22 ottobre 2018 con il 97,2% dei voti, dopo che per poco più di 8 mesi la Federazione era stata commissarriata (Fabbricini) dopo le dimissioni di Tavecchio. Viene rieletto nel 2025. Sotto la sua gestione il bellissimo Europeo vinto in Inghilterra nel 2021, ma anche tre fallimenti pesanti. L'Europeo brutto, e polemico, del 2024, con l'Italia campione in carica fuori agli ottavi di finale. E soprattutto le due mancate qualificazioni Mondiali: a casa nel 2022 per mano della Macedonia del Nord, stavolta per mano della Bosnia. In mezzo tre ct (Mancini, Spalletti e Gattuso) e la sensazione di una scintilla mai davvero scoccata con gli italiani. In un'intervista al nostro giornale, lo scorso dicembre, disse: "A chi mi dice “vai a lavorare” rispondo: se vado via io, riparte il calcio e vinciamo i Mondiali? Se ne avessi la certezza, sarei il primo a farmi da parte. Per questo sono un uomo sereno". Lo era così tanto che l'idea di una mancata qualificazione al Mondiale lo sfiorava appena: "E perché mai? A marzo non manca molto e dopo l’inverno c’è sempre la primavera. Mi aggrappo all'ottimismo e lo faccio su basi concrete, reali, su elementi oggettivi come il percorso che ci ha portato fin qui al netto del secondo tempo con la Norvegia. Il pessimismo ci fa sprecare energie, disperderle non aiuta la causa. L’obiettivo è alla portata. Rimbocchiamoci le maniche, impegniamoci tutti insieme. E dico tutti". Non è bastato.
Gravina, cosa aveva detto a dicembre sulle dimissioni
Sempre nell'intervista al direttore, Ivan Zazzaroni, a precisa domanda sull'opportunità di fare un passo indietro in caso di fallimento al playoff, Gravina rispose: "Tutto rientrerebbe in una valutazione personale. A chi dice che i miei predecessori si sono fatti da parte dopo una débacle ricordo che Abete si dimise per motivi personali, mentre Tavecchio fu sfiduciato e tradito. Alla base della nostra struttura c’è un principio di democrazia. Se pensiamo che quando c’è un risultato negativo bisogna cambiare il presidente, commettiamo un altro errore. Io in campo non vado, ma le mie scelte le difendo. Se vado via io che succede? L’Italia vince il Mondiale e spariscono i problemi? Nel 1994 volevano linciare i calciatori dopo una finale persa, lo ricordate? E ancora: la responsabilità sarebbe legata al risultato o alle riforme?". Parole di quattro mesi fa: sembra passata una vita.
