Aia, senza Zappi ora decide il Gran Consiglio: ecco i prossimi passi verso il commissariamento 

Martedì il Comitato Nazionale deve ratificare la decadenza del presidente squalificato, poi la parola passa alla Figc
Edmondo Pinna
4 min

La decadenza di Antonio Zappi ha un giorno (martedì) un numero (5), un mese (maggio) e un orario (19.30). Il Comitato Nazionale convocato ieri, però, dovrebbe limitarsi a quello, senza andare oltre. Utilizziamo la parola dovrebbe perché, a ieri, non era noto l’ordine del giorno, che in realtà dovrebbe avere una sola voce: decadimento del presidente dell’AIA. D’altronde, l’ammonimento arrivato da via Allegri nella mattinata di ieri suonava perentorio. "Non fate nulla fino al CF", il senso di quello che Gravina avrebbe fatto arrivare (detto) al vicario dell’AIA, Massini. Perché il Consiglio Federale di maggio (11 o 27), se le verifiche tecnico-giuridiche di queste ore dovessero arrivare ad una quadra, dovrebbe sancire il commissariamento dell’Assoarbitri. Questo lo scenario al momento più verosimile, ma non sono esclusi colpi di scena. Perché chi ancora alberga nelle stanze di via Campania, lato arbitri, non ha per nulla voglia di cambiare aria. Anzi. Si è già preparato e sarebbe pronto ad un colpo di coda. Lo dimostra il fatto che i due vice (Massini e Affinito), evidentemente troppo impegnati non hanno rivolto una parola agli arbitri, in call ieri.  

Verso il commissariamento 

Che l’Aia debba essere commissariata ormai è chiaro a tutti. Pare anche a Orsato, che alla finale di coppa Italia Primavera di ieri, fra un saluto a Spalletti e un altro, sembrava concorde, sperando di arrivare comunque a quel posto di designatore promessogli da Zappi (a costo della carriera) e che lui spera di mantenere anche arrivasse un commissario (meglio se da Mirandola). L’Assoarbitri non ha più una guida politica (Zappi) e neanche quella tecnica (Rocchi), questo avanzerebbe per commissariare un qualsiasi ente. Ma c’è di più: non è possibile che chi ha governato (male) gli arbitri fino ad oggi, anche con "indebite pressioni" stando ai tre gradi di giudizio nella condanna dell’ex presidente, possa poter tornare al potere.  

I prossimi passi

Se nel CF di maggio la Figc ratifica la decadenza di Zappi, il giorno dopo il CN superstite indice le elezioni riducendo i tempi a 45 giorni, riuscendo a farle prima delle nomine (30 giugno/1 luglio). Così facendo, non consentirebbe una preparazione e una campagna elettorale alla controparte, campagna elettorale invece in atto per chi è già in plancia di comando. Se invece non ci riesce, e l’AIA non viene commissariata, potrà fare le nomine per i prossimi due anni, piazzando per due stagioni Braschi come DT (anche se ora non tutti sono contenti del suo operato in D) e Orsato come designatore, ovvero i due nomi al centro della condanna di Zappi. Le cui nomine, legittime, nascono da un atto dichiarato illegittimo dai tre gradi di giustizia sportiva. Anche per questo, l’AIA va commissariata. Un provvedimento indifferibile. Gravina non ha nominato il nuovo ct perché la nomina deve essere espressione del nuovo corso. Perché per gli arbitri, spaccati da veleni, invidie e rancori, non deve essere così? 

 


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