Aia, niente dimissioni: commissario in arrivo

Ieri il Comitato Nazionale: Zappi, decadenza dichiarata. Deciderà il CF, d’accordo col Coni la prossima settimana
Edmondo Pinna
5 min

Apparentemente, il comitato Nazionale dell’AIA di ieri sera non ha deciso nulla se non quello che non poteva non decidere (e che qualcuno ha provato anche a far saltare, minacciando di non presentarsi): ovvero, la dichiarazione di decadenza di Antonio Zappi, squalificato per 13 mesi in tre gradi di giudizio per «indebite pressioni» nei confronti di Ciampi e Pizzi per favorire l’ascesa di Orsato (attuale designatore della Can C, sotto indagine della Procura federale) e Braschi (Can D). Dichiarazione di decadenza che adesso dovrà essere ratificata dal Consiglio Federale, in programma la prossima settimana (possibile anche subito dopo la finale di Coppa Italia del 13). Una formalità. Dunque, tutto qui? Ufficialmente sì, nei 25 minuti (dalle 19.40 alle 20.05) di Comitato Nazionale è stata l’unica decisione presa, a parte l’approvazione dei verbali delle sedute precedenti (compresa quella in cui Braschi è stato dichiarato «assente ingiustificato»), l’istituzionale vicinanza a Rocchi e Gervasoni (ex designatore ed ex supervisore VAR), il ricordo di Marcello Marchioni, Presidente del Comitato dei Garanti AIA. In realtà, la notizia è un’altra: il CN dell’AIA ha deciso - senza deciderlo - che saranno loro a fare le nomine del prossimo 30 giungo /1 luglio, visto che non si farà in tempo - per quella data - ad indire le elezioni. Già, avete capito bene: un CN espressione di un presidente che è decaduto (ma il famoso listino collegato?), che ha avallato le «indebite pressioni» per nominare due organi tecnici, adesso rischia di fare nuove nomine tecniche vincolanti per il nuovo presidente dell’AIA (e, soprattutto, per il nuovo Comitato Nazionale, visto che sarà rieletto ex novo) per i prossimi due anni. Vero tutto, a meno che...

Lo stupore e la delusione in Figc

In Federcalcio sono rimasti (ancora una volta, ma senza stupirsi) delusi: si aspettavano una presa di posizione in linea con quello che sta vivendo il mondo del calcio, ovvero le dimissioni. S’è dimesso Gravina, si è autosospeso Rocchi (con Gervasoni), possibile che nessuno abbia avuto un rigurgito di dignità? Nessuna dimissione significa che questo CN accompagnerà l’AIA («come scritto nei regolamenti» ha detto il vicario Massini a chiusura dei lavori) fino alle elezioni, che non potranno avvenire entro il 30 giugno/1 luglio, giornate storicamente dedicate alle scelte per la stagione successiva. E dunque, fino alle nomine. Certo, suona strana la frase pronunciata da Affinito («È l’ultimo Comitato Nazionale di cui faremo parte»), anche se poi ha chiuso il suo intervento (l’unico) con «ci vedremo presto».

Il commisario: le prossime mosse

Dunque, l’AIA ha fatto la sua mossa. Ora spetterà alla Figc rispondere. Da giorni si studiano carte e si studiano i regolamenti. Perché l’alternativa (e la risposta alla frase di Affinito) potrebbe essere il commissariamento, che sembra inevitabile. Come è possibile lasciare ad una governance che fra tre mesi potrebbe non esistere più scelte così delicate? Scelte per le quali il loro presidente è stato condannato per «indebite pressioni»? Non essendo arrivato quell’atto di «buon senso» auspicato, il Consiglio Federale della prossima settimana deciderà, soprattutto dopo aver sentito il Coni, che dovrà essere parte attiva in questa scelta, sul commissariamento. Sul nome di Rizzoli, individuato in un primo momento come possibile tutor dell’AIA, stanno emergendo i primi, forti dubbi. Chi sperava nell’uomo di Mirandola dovrà rifare i calcoli...


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