Nostalgia Anni 90: Beverly Hills 90210 riconquista tutti, ma ricordate come era la Serie A? I nomi da brividi e l'ultima stagione della domenica pomeriggio
Nelle scorse settimane a Milano c'era il tram di Beverly Hills che, tra musiche Anni 90 e un bancone che ricordava - davvero - quello originale del Peach Pit ti regalava una mezzora di vera California. D'altronde, da quando su Sky e Now sono ritornate disponibili tutte le puntate delle 10 stagioni della serie che più di tutte - e per certi versi meglio di tutte - ha raccontato il mondo degli adolescenti, la nostalgia di quel periodo è cresciuta di giorno in giorno. Le avventure dei gemelli Walsh, di Dylan, Kelly e dei loro amici, iniziano al secondo anno delle superiori e terminano nel 2000. Un nuovo mondo, la scuola e l'università che lasciano il passo al lavoro, gli amori che finiscono e quelli che diventano famiglia, i lutti che lasciano cicatrici profonde, le rinascite più o meno sincere: in Beverly Hills 90210 succede, e si vive, di tutto.
Ma come era la Serie A quando è iniziato Beverly Hills? La prima puntata italiana è del 19 novembre 1992.
Era il tempo di Savicevic, dell'arrivo di Mihajlovic, di Hagi, di Ranieri esonerato dal Napoli con polemiche annesse. Tutto cambia perché nulla cambi? Non proprio: quella è stata l'ultima stagione con tutte le partite alle 15 la domenica pomeriggio. E allora, mentre il tram gira per le vie di Milano rigorosamente con sottofondo musicale Anni 90, la mente viaggia tra i ricordi.
Classifica marcatori 1992, i nomi top
Il beniamino del Genoa è Skuhravy che chiuderà l’anno con 10 reti come Diego Fuser, centrocampista offensivo della Lazio, Moeller della Juventus, e Baiano della Fiorentina. A 12 reti troviamo un centrocampista del Pescara implacabile sui tiri da fermo e sui calci di rigore, che segna il record di marcature in una singola stagione in Serie A degli adriatici, primato che dura tuttora. Quel ragazzo dai folti capelli ricci è Max Allegri. Stessi numero di reti per Zola, del Napoli, mentre a 13 c’è il milanista Papin. Pallone d’oro, segna gli stessi gol di sua maestà Marco Van Basten: l'olandese, però, chiuderà la stagione con un’operazione alla caviglia e sarà l’inizio della fine. Un po’ come quando Brenda decide di partire per Parigi, ma questa è un’altra storia. Tornando alla magica Serie A di quella stagione, a 15 reti troviamo Mancini, con la Sampdoria. Lui rimane, nonostante la mazzata per la finale di Wembley contro il Barcellona. Ma il ciclo è finito: Vialli è alla Juve, Boskov alla Roma, dove, il 28 marzo 1993, farà la storia decidendo di far esordire un ragazzino di sedici anni pieno di talento. Francesco Totti, per chi non lo sapesse. A quota 16 ci sono anche Batistuta della Fiorentina e Fonseca del Napoli. Si sale di livello: 20 gol per Ruben Sosa dell’Inter, 21 per Balbo dell’Udinese e per Roberto Baggio della Juventus. A fine 1993 porterà a casa il Pallone d’oro. Chi vincerà, invece, la classifica marcatori? Beppe Signori, della Lazio, con 26 gol. E lo scudetto? Quello se lo aggiudicherà il Milan, e sarà il tredicesimo della sua storia. Capello in panchina, in campo gente come Baresi, Boban, Costacurta, Maldini, Papin, Gullit, Rijkaard, van Basten e Savicevic. Semplicemente ingiocabili. Un po' come i ragazzi di Beverly Hills 90210 che hanno cambiato la storia della tv.
