La lettera di Massini a Gravina: “Non c’è stabilità, resettateci”
C’è una lettera datata 8 maggio che prelude al Consiglio Federale del 13, che inchioda l’AIA. C’è, nero su bianco, la certificazione che - commissario o no - questa Associazione Italiana Arbitri deve essere completamente azzerata e ricostruita. Non lo diciamo noi - sarebbe di parte - lo dice il vicario Massini e l’altro vice Affinito, nelle riflessioni poste al presidente Figc Gravina, vista la mala parata, concorde tutto il Comitato Nazionale (Marchesi squalificato con Zappi a parte: a proposito, per l’ex presidente manca ancora la revoca della benemerenza). Perché quel venerdì 8 maggio l’ipotesi di un tutor per gli arbitri è particolarmente forte, inevitabile. Anzi, indifferibile, per usare la terminologia posta alla base della domanda che via Allegri ha rivolto al Collegio di Garanzia presso il Coni, in versione consultiva. Parere che dovrebbe arrivare nella giornata di domani e che - questa l’idea che circola nelle segrete stanze di Palazzo H - potrebbe contenere il diniego all’indifferibilità del commissariamento, posto il regime di ordinaria amministrazione nel quale naviga la Figc in attesa delle elezioni di fine giugno. Ma all’epoca l’aria era diversa.
AIA, la certificazione dell'impossibilità di governare l'associazione
E allora l’AIA che fa? Certifica l’impossibilità di governare una associazione praticamente travolta dagli eventi e dalle guerre intestine. Vi basta leggere la lettera che pubblichiamo qui a fianco e che il Corriere dello Sport-Stadio ha potuto visionare. La domanda è spontanea, anche per gli alunni della scuola Primaria: arrivasse parere negativo al commissariamento (la certezza la avremo domani), come fanno rimanere in carica, proprio loro che hanno detto che servirebbe un «commissario ad acta», che bisogna congelare le previste elezioni e soprattutto le nomine («non si ritiene corretto» scrivono: ora cosa sarebbe cambiato?), che le riforme regolamentari (la nomina di un Direttore tecnico che nomini a sua volta designatori e vice) vanno differite di 365 giorni?
Incontro Gravina-Massini
Ci sarebbe stato un incontro, nelle scorse ore, fra il presidente Gravina e il vicario dell’AIA, Massini. Sul tavolo, proprio la possibilità che non ci siano i margini per questa Federcalcio di commissariare. Attenzione, va sottolineato «questa» Figc, non quella che prenderà possesso del quinto piano di via Allegri dal 23 giugno prossimo. Quella, sì, avrebbe tutti i titoli per poterlo fare. Ma restiamo al presente. Massini scrive a Gravina, nel tentativo di salvare la barca nella quale sono abbarbicati gli altri componenti del CN, cercando una sorta di accordo. Si prospetta la possibilità di «prorogare» l’attuale governance dell’AIA nella gestione ordinaria, in attesa che il «commissario “ad acta” (riscriva) tutti i regolamenti attualmente in vigore, per garantire la necessaria stabilità».
Cosa dice l'attuale CN
Perché è l’attuale CN che dice che, dal 2020-21, nessun presidente ha portato il proprio mandato a termine (in realtà, Carlo Pacifici è arrivato alla fine).
E che, con questo regolamento, non si può garantire stabilità. Ancora: bisogna congelare le elezioni in attesa «delle nuove riforme» e solo dopo indire «nuove elezioni»; non possono essere fate le nomine biennali (per capirci, Orsato designatore della serie A) perché «non è corretto vincolare con nomine biennali la nuova governance», così come non può essere eletto il Direttore Tecnico. Visto che è questa la situazione certificata dall’AIA stessa, come si può adesso andare avanti facendo finta di nulla?
