C'è un'Italia che può andare al Mondiale ed è quella femminile. Girelli: "Sentiamo la pressione"

Alla vigilia della sfida di qualificazione in Serbia la capitana azzurra ha parlato insieme al ct Soncin: cos'ha detto
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COVERCIANO - Mentre il calcio italiano raccoglie i cocci dopo la terza mancata qualificazione consecutiva alla Coppa del Mondo e aspetta le sue nuove guide in seguito alle dimissioni del presidente federale Gabriele Gravina, del ct Gennaro Gattuso e del capo delegazione Gigi Buffon (con la Serie A che ha già scelto Gianni Malagò come proprio candidato per la Figc in vista delle elezioni del prossimo 22 giugno), c'è una Nazionale che può sognare ancora di volare ai Mondiali. Si tratta di quella femminile che domani (martedì 14 aprile, ore 18:15 con diretta tv su Rai 2) farà visita alla Serbia nella gara valida per la terza giornata del Gruppo 1 di qualificazione. Una sfida da vincere per le azzurre del commissario tecnico Andrea Soncin, il cui cammino verso la manifestazione in programma partite perdendo in casa con la Svezia e pareggiando poi (sempre tra le mura amiche con la Danimarca).

Serbia-Italia, la vigilia di Soncin

Opportunità, pressione e consapevolezza. Queste le parole chiave che alla vigilia emergono con la loro profondità ed escono più volte dalle labbra dello stesso Soncin e della capitana Cristiana Girelli, seduti l'uno accanto all'altra nella solennità dell'aula magna di Coverciano. Sulle pareti sono presenti le immagini dei quattro trionfi mondiali azzurri e il pensiero vola immancabilmente anche a quanto successo qualche settimana fa a Zenica: "È normale che tutto ciò che sta succedendo in questo momento storico al calcio italiano ci chiama in causa - sottolinea il commissario tecnico -. Ci vorrà solidità e grande attenzione; tanta anima e tanto cuore. Stiamo curando tutti i dettagli per prepararci al meglio alla partita: siamo concentrate sul nostro percorso" continua Soncin, dosando bene le parole ed enfatizzando come al suo solito il plurale al femminile, per dare risalto a tutto il movimento.

 

 

Capitan Girelli e la pressione

A queste considerazioni si accoda capitan Girelli, che non cerca certamente alibi né di nascondersi: "Anche per noi è stato un grande dispiacere che la nazionale maschile non si sia qualificata. Cosa provo nell'avere più occhi addosso, ora che noi siamo le uniche a poter andare a un Mondiale per l'Italia calcistica? Penso che la pressione sia un privilegio, perché è una responsabilità, qualcosa che ti tiene vivo e che ti fa dare qualcosa in più. Personalmente la pressione mi è sempre piaciuta: significa che quello che fai conta veramente tanto". Quindi un pensiero sulla sua esperienza oltreoceano con le statunitensi del Bay Fc, iniziata circa un mese fa dopo l'ultimo raduno: "Sta andando molto bene. Ho trovato un ambiente carico di sorrisi e di energia, che sto provando a riportare qui in Nazionale. E là mi parlano molto bene di noi, del nostro calcio; rimarcano sempre la grande passione che abbiamo. Al di là dell'aspetto prettamente tecnico, è bello che abbiano questa considerazione di noi. Spesso tendiamo ad autosabotarci, ma invece godiamo di un'ottima stima". Che partita sarà quella di domani in Serbia? "Serviranno cuore e grinta, che avete visto e che sappiamo di poter dare: sappiamo quanto è importante per il nostro percorso. Dobbiamo essere consapevoli che vincendo tutte e quattro le partite che ci rimangono possiamo andare direttamente al Mondiale: non è presunzione ma consapevolezza. Credo che questa squadra possa farcela. La Serbia è squadra organizzata e ben strutturata, con delle idee precise di gioco. Ma noi vogliamo tornare a vincere: ci manca il sapore del successo".

 

 

Tecnico donna in Bundesliga: le parole del ct azzurro

"Da queste parole di Cristiana - conferma il Ct Soncin - c'è consapevolezza del momento e di come dover gestire le varie fasi della partita. Domani servirà pazienza, nel senso di qualità. Abbiamo qualità per gestire al meglio le varie fasi di gioco, per poter determinare noi i tempi e per prevenire eventuali transizioni che possono capitare attaccando un blocco basso". Infine un appunto sul calcio più in generale, guardando anche oltre i confini nazionali: Marie-Louis Eta, la neo allenatrice dell'Union Berlino, è infatti il primo tecnico donna a sedersi sulla panchina di uno dei cinque maggiori campionati europei maschili. Soncin: "Voglio sottolineare la progettualità del club: è questo che dobbiamo prendere come spunto di riflessione. Può essere fonte di ispirazione per tutti i club maschili".

 

 


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