Bielsa-Lazio, quanti addii precoci dei tecnici nel calcio© Getty Images

Bielsa-Lazio, quanti addii precoci dei tecnici nel calcio

Oltre al Loco anche Schelotto, Prandelli e Del Neri hanno lasciato il proprio club anzitempo
Filippo Testini
5 min

ROMA – La programmazione della stagione, soprattutto nel calcio moderno, sta diventando uno dei requisiti fondamentali per ogni società. Alcuni club guardano alle competizioni dell’anno che deve ancora arrivare già durante la fase finale del campionato, muovendo giocatori in prestito o pensando a ristrutturare l’area tecnica (tra dirigenti ed allenatori) per migliorare il rendimento. Ma che succede se l’allenatore scelto per un nuovo cammino sportivo decide di lasciare le redini del club dopo poco tempo? La domanda è quanto mai attuale dalle parti di Formello, dove la Lazio ha visto Marcelo Bielsa rifiutare la panchina biancoceleste dopo neanche due giorni dall’ufficialità del suo arrivo a Roma. Il Loco, soprannome che fa capire fin da subito la natura del tecnico di Rosario, non è il solo ad aver compiuto questo gesto.

BIELSA-LAZIO – «Abbiamo preso, con i miei collaboratori, questa decisone perché in 4 settimane di lavoro congiunto con voi non abbiamo ottenuto nessuno dei sette acquisti espressamente richiesti nel piano di lavoro approvato dal presidente Lotito». Con una lettera diffusa dai media argentini, Marcelo Bielsa ha spiegato il suo rifiuto alla Lazio. Il tecnico argentino, quindi, non sarebbe stato contento della gestione che Lotito ha avuto della squadra, non perseguendo gli obiettivi che erano stati scelti di comune accordo. La situazione, come confermato dallo stesso patron laziale, avrà degli strascichi legali. 

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PRANDELLI-ROMA – Una situazione del genere, seppur con motivazioni ben più gravi e diverse, si era già vissuta nella Capitale, ma dalla sponda giallorossa. Nel 2004, infatti, Claudio Cesare Prandelli diventa, dopo l’addio di Fabio Capello direzione Juventus, il nuovo allenatore della Roma. I tifosi accorrono a Trigoria per accogliere il nuovo tecnico, ma finirà come nessuno si aspettava. Ad agosto, poco prima dell’inizio del campionato, l’allenatore di Orzinuovi presenta le sue dimissioni per stare vicino alla moglie Manuela, colpita da una grave malattia. Il club di Trigoria, a quel punto, vira su Rudi Voeller; sarà la stagione dei quattro allenatori (panchina poi affidata a Del Neri, Bruno Conti), una delle più buie per la Roma.

SCHELOTTO-PALERMO – Che Maurizio Zamparini sia considerato un “mangia-allenatori” non è una novità, ma nell’ultima stagione a Palermo i colpi di scena erano all’ordine del giorno. Nella folta schiera di allenatori che si sono susseguiti sulla panchina rosanero, è capitato anche Guillermo Schelotto. L'11 gennaio 2016 Zamparini annuncia il suo ingaggio, ma l'impossibilità di tesserarlo in tempi brevi spinge il Palermo a nominare Giovanni Tedesco come allenatore pro tempore. Schelotto, intanto, siede in panchina come dirigente accompagnatore. Il 10 febbraio seguente, a neanche un mese dalla firma del contratto, Schelotto rassegna le dimissioni poiché la Uefa non ha riconosciuto la validità del suo patentino da allenatore in Europa.

DEL NERI-PORTO – Dal Chievo dei miracoli, al Porto campione d’Europa in carica. Nel 2004 Luigi Del Neri, artefice della favola legata alla squadra veronese, viene chiamato dal club portoghese per sostituire Josè Mourinho, volato al Chelsea. La sua avventura, però, dura ben poco: prima dell’inizio del campionato lascia il club per alcuni dissapori con i senatori dello spogliatoio.

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