© LAPRESSE Fiorentina, tanti in bilico e stop alle voci su Paratici: resta a Firenze
Questa stagione della Fiorentina rimetterà tutto e tutti in discussione, anche in caso di salvezza: questo si diceva quando restare in Serie A era solo una speranza coltivata al Viola Park e dintorni, questo sarà dopo aver centrato l’obiettivo ormai lì vicinissimo. Con una premessa: Fabio Paratici (contratto con il club di Commisso fino al 2030), che a proposito di obiettivi si diceva fosse entrato nel mirino della Roma come uno dei profili individuati per sostituire Massara, non si muove da Firenze e alla scelta dell’allenatore che farà l’ex direttore sportivo del Tottenham è strettamente vincolata l’attuazione delle linee-guida sotto richiamate. E, di conseguenza, mutevoli.
Fagioli punto fermo della Fiorentina del futuro. Kean e De Gea...
Di sicuro, in cima alla piramide ci sono tre calciatori dell’attuale gruppo: Fagioli, Kean e De Gea. Regista, centravanti e portiere, ovvero il 75 per cento di quello che una volta si definiva l’impianto ideale nella costruzione di una squadra. Per farla subito corta: Fagioli sarà il punto di riferimento della nuova Fiorentina, fatta salva un’offerta economica non rifiutabile (discorso che vale per ciascun calciatore su cui al Viola Park metteranno l’etichetta “confermato”), di Kean che sta bene e motivato nessuno si vorrebbe privare però la clausola a quota 62 milioni è lo sfogo per ragionare su una possibile cessione a cifre più basse, mentre con De Gea è molto probabile un incontro a salvezza raggiunta per capire se le intenzioni sono ancora quelle di quando a fine maggio scorso il contratto è stato esteso fino al 2028 o se, viceversa, le voci del momento (la Juventus segue il portiere spagnolo) possono diventare voglia di cambiare. Accanto a Fagioli e nella stessa posizione seppur con sfumature comunque differenti, vanno messi Parisi e Ranieri, Ndour e Mandragora, Gosens e Pongracic.
Dodo e Gudmundsson: da tenere o tesoretto per il mercato?
Dentro il “file valutazioni” sono in sei che al 29 aprile possono essere ancora il futuro prossimo della Fiorentina o invece un buon modo per sostenere le casse viola negli acquisti da fare, quindi la differenza la farà anche e soprattutto il mercato con il carico di interesse e di possibilità economiche che si porterà dietro per ciascuno di essi: Dodo, Gudmundsson, Piccoli, Fazzini, Fortini e Comuzzo, così citati alla rinfusa, però senza dubbio elementi-cardine nel progetto che sarà proprio per la loro rilevanza nella combinazione fattore tecnico-fattore economico.
Solomon e Harrison verso il ritorno in Inghilterra
Detto che per i giovani da Balbo e Koaudio passando per Martinelli, quest’ultimo punto più alto dei prestiti che rientreranno alla base, sarà fatto un discorso a parte più avanti, infine i prestiti che sono a Firenze da gennaio: Fabbian, Brescianini, Rugani, Solomon e Harrison. Per i primi due c’è l’obbligo di riscatto condizionato alla salvezza, rispettivamente a tredici milioni con il Bologna e a dieci con l’Atalanta, mentre per il centrale ex Juventus il riscatto (a due milioni) è legato sempre alla salvezza e a cinque presenze almeno da 45 minuti l’una (adesso è a tre). Sui due esterni c’è l'opzione di riscatto (a dieci e a sette milioni): salvo cose clamorose nelle quattro partite da giocare e relativi ripensamenti, sono destinati a tornare in Inghilterra.
