La Fiorentina e Gudmundsson si dicono addio: l'asta parte da 16 milioni
Non alea iacta est, ma comunque la decisione è presa: Gudmundsson è sul mercato, la nuova Fiorentina non ripartirà da e con Albert l’islandese. Ci si immaginava, ci poteva stare, così sarà se le traiettorie estive s’incroceranno nel punto giusto per determinare la cessione del numero 10 delle ultime due stagioni viola: uno dei motivi, le aspettative non corrisposte da chi indossa una maglia importante, che sono alla base della scelta fatta e da concretizzare nelle prossime settimane.
Fiorentina, Gudmundsson è sul mercato
INDIZI E (RI)PROVE. Certo, le responsabilità non sono certo tutte di Gud: i problemi fisici del primo anno in un caso e le grandi, enormi difficoltà della Fiorentina del secondo nell’altro hanno inciso non poco nel rendimento sulle montagne russe dell’ex Genoa. Un po’ giù e un po’ su, più spesso giù e soprattutto senza la necessaria continuità per poter sfruttare qualità e colpi indiscutibili, sebbene poi il segno in un modo o nell’altro sia riuscito comunque a lasciarlo sulle fortune alterne della squadra che è stata lungo il percorso di Palladino, poi di Pioli e infine di Vanoli. Eppure, si torna al discorso di poco sopra: per quelle che erano le prerogative, per quello che era stato Gud rossoblù e che aveva convinto i dirigenti ad investire nel suo acquisto la somma potenzialmente più onerosa nella storia del club viola (ventotto milioni diventati venti dopo il riscatto ridiscusso e abbassato), non basta. E siccome questo è il momento di rivoltare il gruppo dopo una salvezza sofferta al culmine di patimenti non previsti e per questo ancora più dolenti da sopportare, Gudmundsson finisce dentro la rivoluzione: tra quelli che partono. Se serviva la "pistola fumante", l’islandese nel 4-3-3 di Grosso trova posto a fatica, ma tanta fatica come punta esterna adattata e, in alternativa, il suo ruolo sarebbe quello di aiutare le esigenze contingenti dell’allenatore: non il ruolo che lui vuole e nemmeno Paratici e lo stesso Grosso per lui. Quindi, separazione sarà.
Sirene dalla Premier per Gudmundsson: quanto vale per la Fiorentina
GUD L’INGLESE. Dovrebbe essere, nel senso che le succitate traiettorie di mercato sono quanto di più complicato e aleatorio si possa immaginare di questi tempi, in cui la componente economica è diventata prioritaria e da sistemare in modo che faccia comodo a tutte le parti. Tre parti, per la precisione: club che cede, club che acquista, calciatore, e l’ordine non è neanche così. Quindi, separazione sarà se tutto andrà all’incastro in una situazione oggettivamente definita, ma da definire, con una base precisa di partenza: la Fiorentina ovviamente non svende Albert Gudmundsson, nel rispetto delle necessità di budget e anche nel rispetto vero e proprio verso un calciatore di cui c’è stima condivisa dentro al Viola Park. Sedici-diciotto milioni, per farla breve, è la cifra stabilita dagli uomini di Commisso per mettersi a sedere, però prestito con obbligo di riscatto può andare bene. In Italia ha estimatori, ma si guarda soprattutto all’Inghilterra e alla Premier League: dove Paratici ha intrecciato conoscenze utili e dove Gud (chiaramente) si sistemerebbe volentieri.
