Palestra è la priorità dell'Inter anche se resta Dumfries: la strategia per convincere l’Atalanta

La Dea è finita in Conference e potrebbe fare cassa: Marotta dovrà convincere i Percassi a cederlo, importante il fattore Champions
Pietro Guadagno
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Il primo test a San Siro lo aveva superato una quarantina di giorni fa. Il suo Cagliari aveva perso, ma Palestra aveva finito per incantare tutti in casa nerazzurra, incassando pure i complimenti sul campo di Chivu e di Thuram. Beh, domenica sera, ha fatto il bis, seppur parziale, visto che è entrato solo per l’ultima mezz’ora. La squadra rossoblù era già in vantaggio e, con gli spazi che si è trovato di fronte, l’esterno ha imperversato in lungo e in largo, servendo un assist al bacio ad Adopo (salvataggio di Gabbia), per poi non inquadrare la porta dopo una spettacolare fuga solitaria. Insomma, non che ci fossero dubbi, ma Palestra ha incassato un’altra promozione dalla “commissione” interista, che si è gustata con il sorriso la sua prestazione.

L'Inter vuole Palestra, ora più che mai

PRESENTE E FUTURO. Ora più che mai, dunque, il club nerazzurro vuole portare il 21enne di Buccinasco alla corte di Chivu. Come già emerso la scorsa settimana, in occasione della riunione in sede con il tecnico rumeno, non è un’operazione legata al destino di Dumfries. L’olandese ha una clausola di uscita da 25 milioni. E non ha mai nascosto la sua ambizione di fare il salto in una big inglese. L’occasione, finora, non è mai concretamente arrivata. Potrebbe presentarsi, però, se Dumfries dovesse mettersi in mostra al Mondiale. Palestra, a quel punto, sarebbe il sostituto ideale. Ma, anche se l’esterno orange dovesse prolungare la sua permanenza in nerazzurro, in viale Liberazione, come alla Pinetina, vogliono già portarsi avanti per il futuro. E con Palestra, da questo punto di vista, si potrebbe stare tranquilli per i prossimi dieci anni. Peraltro, in casa Inter sono tutti convinti che possa agire pure a sinistra. Quindi non sarebbe assolutamente chiuso, ma andrebbe a completare una batteria di esterni straordinaria.

Tra desideri e realtà: la Champions può fare la differenza

DIFFERENZE. Tuttavia, un conto sono i desideri e un altro la realtà. E, infatti, per realizzare i propri, il club nerazzurro dovrà confrontarsi con l’Atalanta, dove Palestra è rientrato avendo concluso il suo prestito al Cagliari («Vi porterò per tutta la vita nel cuore, il suo saluto»). Ebbene, non è detto che il club bergamasco abbia tutta questa voglia di privarsi del suo gioiello. In questi anni, infatti, la politica dell'Atalanta è sempre stata quella di sacrificare una sola pedina pregiata, allo scopo di restare sempre comunque competitivi per i vertici della classifica. Non a caso, l’estate scorsa fu stoppato Lookman, corteggiato proprio dall’Inter, perché era già stato ceduto Retegui. Ora, il big in vendita è Ederson, vicinissimo al Manchester United. Quindi, seguendo questa linea, l’addio di Palestra verrebbe rimandato, anche per alzarne la quotazione. Ci sono due aspetti, però, da non trascurare, che potrebbero agevolare l’Inter. Lo stesso Lookman, alla fine, è stato poi venduto a gennaio all’Atletico Madrid, incassando meno di quanto avevano offerto Marotta e Ausilio. E non è che i suoi ultimi mesi a Bergamo siano stati scintillanti. Inoltre, nella scorsa stagione, l’Atalanta era qualificata alla Champions, con la certezza quindi di incassare un bel gruzzoletto di milioni. Il prossimo anno, invece, giocherà “solo” in Conference League. E chiaramente c’è una bella differenza. La sensazione, insomma, è che, presentando l’offerta giusta, l’Inter possa davvero spuntarla. La partita è appena cominciata, ma è destinata ad entrare presto nel vivo. 

 


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