Inter-Solet, si stringe: da limare la distanza con l'Udinese. Palestra aspetta
Solet dopo Stankovic jr. Tutto lascia credere che il difensore francese possa essere il secondo acquisto del mercato interista. Fermo restando che il “figlio d’arte” potrebbe anche non rimanere ad Appiano Gentile, il centrale dell’Udinese, invece, fa parte dei piani per la prossima stagione come principale rinforzo del reparto arretrato, da rinfrescare sul piano dell’età e dell’atletismo. La scorsa settimana, è andato in scena un doppio confronto: prima tra società - Ausilio da una parte e Nani dall’altra - e poi tra il club nerazzurro e gli agenti del giocatore. Con questi ultimi, di problemi non ne esistono: anzi, esiste già una base di intesa per un contratto quadriennale da circa 2,5 milioni a stagione, quindi perfettamente in linea con i parametri di Oaktree. Il nodo da sciogliere, invece, è l’accordo ancora da trovare con l’Udinese. L’ultimo incontro è servito per mettere sul tavolo le rispettive carte. La distanza esiste, ma può essere colmata. E la prossima settimana potrebbe essere quella giusta per fissare i termini dell’operazione e sprintare verso la chiusura. Che, in ogni caso, per motivi di bilancio, verrà ufficializzata non prima di luglio.
Da sciogliere
La differenza risiede “solo” nella valutazione del cartellino di Solet. Per il resto, molti punti sono stati sbloccati. A cominciare dal fatto che l’Udinese non si è mai opposta alla cessione del difensore. Al contrario, è consapevole che, dopo un anno e mezzo di Serie A, questo è il momento giusto per capitalizzare un’eccellente intuizione. Occorre ricordare, infatti, che Solet è stato tesserato da svincolato (aveva rescisso con il Salisburgo), quindi senza sborsare nemmeno un euro. In 18 mesi si è imposto con le sue qualità, attirando in particolare l’Inter e Chivu, che lo vede come elemento ideale per integrare il reparto, tra duttilità e doti tecniche. Anche sulla formula dell’affare non ci sono problemi. La società friulana ha già accettato che si chiuda con un prestito con obbligo di riscatto. E la condizione che farà scattare l’acquisto definitivo “cadrà” solo dopo il 1° febbraio 2027, in modo che poi venga registrato a bilancio nell’esercizio successivo. Venendo incontro alle esigenze nerazzurre, l’Udinese vorrebbe però portare a casa complessivamente una trentina di milioni, o poco meno. Viale Liberazione, invece, si è spinta fino a 22-23, bonus compresi. Di solito, il punto di caduta si trova a metà strada. Ma altri aspetti su cui lavorare, nella settimana che sta per cominciare, sono la modulazione dei bonus e, soprattutto, l’entità del prestito iniziale.
Solo Inter
Novità sono attese anche sul fronte Palestra. Anche se è difficile immaginare una svolta in tempi rapidi. Da una parte, l’Atalanta è ferma sulla sua richiesta di 50 milioni, a cui aggiungerne almeno altri 5 come bonus. L’Inter, invece, dopo averne messi sul tavolo 45, comprensivi di premi, non ha effettuato nuovi rilanci, non avendo ancora il via libera di Oaktree. Ma il fatto che Palestra si veda solo a San Siro e che, comunque, il club bergamasco immagini unicamente una cessione in Italia del suo gioiello alimenta l’ottimismo di viale Liberazione. Tanto più che la potenziale rivale, ovvero il Manchester City, sembra aver messo nel mirino Malo Gusto del Chelsea, ben conosciuto da Maresca, dopo che De Zerbi avrebbe bloccato Pedro Porro al Tottenham.
