Juve, il bilancio è negativo: tanta spesa e poca resa dal mercato

Con 320,4 milioni di acquisti totali i bianconeri nella Top 10 d’Europa per due stagioni consecutive ma i risultati sul campo hanno detto altro: via all’inversione
Andrea Losapio

Per la seconda volta consecutiva la Juventus è fra le prime dieci di Europa. Non sul campo, ma nelle spese di mercato, visto che nella finestra trasferimenti attuale ha già sborsato 118,5 milioni di euro - decima società per ammontare - per arrivare a Francisco Conceicao (32), Nico Gonzalez (28,1), Lloyd Kelly (17,2), Pierre Kalulu e Michele Di Gregorio (14,3 l'uno) più l'unico vero acquisto oneroso rispetto all'anno scorso, cioè Joao Mario dal Porto (12,6). Di fatto il colpo è arrivato a parametro zero con Jonathan David, pagato 12,5 ma di commissioni e che quindi non rientrano nel computo di movimentazioni fra club. Si tratta di una cifra totale maestosa, superando l'Al Qadsiah undicesimo e il Como dodicesimo in classifica. I comaschi hanno venduto per 14,2 milioni e la Juve per 55,5 ma questa è un'altra storia. Il problema è che i bianconeri sono (molto) lontani dall'avere concluso la propria sessione, dato che c'è un'intera squadra in vendita - se non di più - e che poi toccherà aspettare i sostituti. Ed è una sorta di eredità del 2024-25, quando Cristiano Giuntoli aveva sorpassato la soglia dei 200 (esattamente 201,9) per cercare di migliorare la rosa: 58,4 milioni per Teun Koopmeiners, 51,5 per Douglas Luiz, 20,6 per Khephren Thuram, 13,8 per Alberto Costa (che ha almeno portato una plusvalenza quest'anno), 12,8 per Juan Cabal, 10 per il prestito di Francisco Conceiçao, 8,4 per Nico Gonzalez, 7,2 per Vasiljie Adzic, 4,5 per Di Gregorio, 4 per Renato Veiga, 3,8 per Lloyd Kelly, 3,6 per Kolo Muani, 3,3 per Pierre Kalulu. Settimo posto in classifica, con 111 milioni di vendite (Soulé, Kean, Huijsen, Iling, Chiesa, Barrenechea, Kaio Jorge e compagnia) ma la sensazione di non avere per forza migliorato la squadra, tutt'altro. Probabilmente le cessioni di Weah e Douglas Luiz miglioreranno il rapporto fra il dare e l'avere, ma porteranno anche a nuovi investimenti che poi imbriglieranno il bilancio delle prossime annate, costringendo a qualificarsi (quasi) sempre in Champions, oppure a vendere il miglior giocatore.


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calciomercato Juventus

Juve, costi e benefici

A questo punto è anche legittimo chiedersi perché una spesa del genere non ha ancora dato i frutti. Probabilmente, più di certi giocatori, si comprano le opportunità, le speranze che la situazione possa migliorare pur cambiando relativamente poco se non filosofia. Basti pensare che due estati fa era arrivato solamente Timothy Weah, eppure l'obiettivo è stato centrato facilmente, pur spendendo quasi niente. Insomma, la rivoluzione ha un prezzo e nel caso della Juventus è particolarmente elevato per arrivare ben lontani dal primo posto. Nella graduatoria combinata dei due anni i bianconeri sono noni con 320,4 milioni, più vicini al terzo posto del Manchester United (399,5) che al Napoli decimo (240,8), ma solo Tottenham e Liverpool fra coloro che li anticipano nell’intervallo in esame hanno vinto qualcosa. Quindi spendere e spandere non porta a una certezza di vittoria, ma non può nemmeno essere giustificato in toto. La pensano così anche ai vertici dopo l'ennesimo aumento di capitale sottoscritto per non avere ceduto Weah entro il 30 giugno. Forse questa Juve è più sostenibile rispetto a prima (per una politica di ingaggi più morigerata) ma continua a pagare cifre importanti estate dopo estate. Senza, per questo, avere una continuità di rosa: Djalò, Kelly, Arthur, Vlahovic, Milik, Miretti, Kostic, Nico e Facundo Gonzalez sono ancora alla ricerca di un autore.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calciomercato Juventus

Per la seconda volta consecutiva la Juventus è fra le prime dieci di Europa. Non sul campo, ma nelle spese di mercato, visto che nella finestra trasferimenti attuale ha già sborsato 118,5 milioni di euro - decima società per ammontare - per arrivare a Francisco Conceicao (32), Nico Gonzalez (28,1), Lloyd Kelly (17,2), Pierre Kalulu e Michele Di Gregorio (14,3 l'uno) più l'unico vero acquisto oneroso rispetto all'anno scorso, cioè Joao Mario dal Porto (12,6). Di fatto il colpo è arrivato a parametro zero con Jonathan David, pagato 12,5 ma di commissioni e che quindi non rientrano nel computo di movimentazioni fra club. Si tratta di una cifra totale maestosa, superando l'Al Qadsiah undicesimo e il Como dodicesimo in classifica. I comaschi hanno venduto per 14,2 milioni e la Juve per 55,5 ma questa è un'altra storia. Il problema è che i bianconeri sono (molto) lontani dall'avere concluso la propria sessione, dato che c'è un'intera squadra in vendita - se non di più - e che poi toccherà aspettare i sostituti. Ed è una sorta di eredità del 2024-25, quando Cristiano Giuntoli aveva sorpassato la soglia dei 200 (esattamente 201,9) per cercare di migliorare la rosa: 58,4 milioni per Teun Koopmeiners, 51,5 per Douglas Luiz, 20,6 per Khephren Thuram, 13,8 per Alberto Costa (che ha almeno portato una plusvalenza quest'anno), 12,8 per Juan Cabal, 10 per il prestito di Francisco Conceiçao, 8,4 per Nico Gonzalez, 7,2 per Vasiljie Adzic, 4,5 per Di Gregorio, 4 per Renato Veiga, 3,8 per Lloyd Kelly, 3,6 per Kolo Muani, 3,3 per Pierre Kalulu. Settimo posto in classifica, con 111 milioni di vendite (Soulé, Kean, Huijsen, Iling, Chiesa, Barrenechea, Kaio Jorge e compagnia) ma la sensazione di non avere per forza migliorato la squadra, tutt'altro. Probabilmente le cessioni di Weah e Douglas Luiz miglioreranno il rapporto fra il dare e l'avere, ma porteranno anche a nuovi investimenti che poi imbriglieranno il bilancio delle prossime annate, costringendo a qualificarsi (quasi) sempre in Champions, oppure a vendere il miglior giocatore.


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calciomercato Juventus
1
Juve, il bilancio è negativo: tanta spesa e poca resa dal mercato
2
Juve, costi e benefici