Juve, c'è il sì per En-Nesyri: tutte le cifre dell'accordo© Getty Images

Juve, c'è il sì per En-Nesyri: tutte le cifre dell'accordo

Si aspetta l'ok dell'attaccante, ma intanto il club bianconero ha trovato l'intesa con il Fenerbahce
Andrea Losapio
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La Juventus e Youssef En-Nesyri sono sempre più vicini. Giornata chiave quella di ieri, visto che i bianconeri hanno trovato l'accordo con il Fenerbahce per il prestito con diritto di riscatto (3 milioni iniziali, 17 per rendere definitivo il trasferimento) decidendo di accollarsi l'interezza dello stipendio da qui alla fine di giugno, cioè circa 5 milioni lordi. Il direttore sportivo Marco Ottolini ha poi incontrato il calciatore, illustrando il progetto e l'idea per gli anni successivi: uno snodo fondamentale, perché il marocchino in Turchia guadagnerà dal prossimo giugno al 2029 circa 15 milioni, cifra che è nei parametri della Juve ma per giocatori giudicati top. Da qui la necessità di spalmarli - in caso di riscatto, comunque non certo - su quattro stagioni, arrivando intorno ai 3,8-4 per annata, inferiore alle cifre su cui gravita il rinnovo di Kenan Yildiz, numero dieci che ne chiede sei ma che per ora ha ricevuto un'offerta da "soli” 4,5. En-Nesyri ha voluto un po' di tempo per pensarci (ha delle offerte dall'Arabia Saudita più remunerative) mentre a Torino si respira un generale ottimismo per la buona riuscita dell'operazione, soprattutto pensando al fatto che giocherebbe la Champions League e assaggerebbe un nuovo campionato top come la Serie A. Le prossime ore saranno quindi decisive, ma sull'altro fronte - quello di Jean Philippe Mateta - il Crystal Palace non ha aperto alla prima (e unica) proposta juventina da 32 milioni. L'Aston Villa nel frattempo ha preso l'ex romanista Tammy Abraham e la possibilità che il francese rimanga a Londra è concreta.

I perché turchi

La domanda, inevitabilmente, sorge spontanea: perché il Fenerbahce vuole privarsi di un attaccante capace di mettere a referto 38 gol in un anno e mezzo? Le motivazioni sono diverse: la prima è che va servito con grande regolarità, riuscendo a segnare solamente in determinate condizioni. Secondariamente non è stato in grado di fare da collegamento fra i reparti, caratteristica richiesta per il gioco dei gialloblù. I numeri sono dalla sua per quanto riguarda l'anno scorso, con 20 reti in campionato e 6 in Europa League, ma in Turchia questi vengono pesati particolarmente: non perdonate le partite senza incidere nei derby contro il Galatasaray, in un club che vuole assolutamente vincere e arrivare primo. In generale nelle sfide di cartello è stato spesso assente nei momenti topici, come quello degli ottavi di Europa League: nella doppia gara contro i Rangers non ha lasciato il segno. In questa stagione la sua media è discreta nella Super Lig, ma nelle coppe è fermo dal turno preliminare di Champions contro il Feyenoord (vittoria per 5-2) e ha steccato con il Benfica, condannando alla retrocessione in un Europa League dove non ha mai segnato. Questi i motivi per cui lascerà il Bosforo per un nuovo capitolo della propria vita professionale.

Adzic resta

Vasiljie Adzic intanto è stato tolto dal mercato - non arriverà un vice Yildiz - così come Joao Mario non ha richieste. Per McKennie ci sarà un nuovo incontro a febbraio con gli agenti: la richiesta è di un quadriennale da 4,5 milioni annui, un deciso aumento rispetto ai 2,5 attuali.


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