Mertens e il Napoli, i motivi dell'addio

L'attaccante azzurro è venuto allo scoperto, il suo futuro non sarà più in azzurro: "Cerco un bel club"
Mertens e il Napoli, i motivi dell'addio© LAPRESSE
4 min
Fabio Mandarini
TagsnapoliMertens

NAPOLI - Troisi pensava fosse amore e invece era un calesse. E del resto nella vita le cose non vanno sempre come uno s’immagina, anzi: “Pensavo di restare a Napoli e invece…”. Una settimana dopo la questione della mail con la proposta di rinnovo inviata dagli avvocati di Stirr Associates al Calcio Napoli, e pochi giorni dopo il rifiuto di De Laurentiis alle condizioni prospettate e ritenute irricevibili, Dries Mertens è venuto allo scoperto: poche parole alla vigilia dell’ultima partita di Nations League del Belgio in programma oggi a Varsavia con la Polonia di Zielinski, però ad effetto come uno dei tiri che lo hanno reso celebre. In un solo concetto: ha spiegato di essere libero, o quantomeno di sentirsi libero considerando che fino al 30 giugno, almeno tecnicamente, sarà legato al Napoli anche dall’opzione unilaterale di rinnovo fissata a favore del club. Opzione che non sarà esercitata, al netto dei 4,5 milioni più 500mila di bonus percepiti nelle ultime due stagioni, ma questa è un’altra storia. Anzi no: è la fine del film.  

Un bel club

E allora, vanno in onda le ultime scene: le mail e poi le parole. Un discorso pronunciato da Mertens nel bel mezzo della conferenza che ieri ha accompagnato il Belgio alla sfida di Nations con la Polonia, e che in un certo senso lo accompagna verso l’aeroporto di Capodichino. Certo, la storia d’amore con il Napoli è meravigliosa e sembrava infinita, però a questo punto è davvero difficile pensare a un colpo di scena.«Il mio futuro?», la domanda è precisa. «Voglio fare la scelta giusta. Voglio trovare un bel club». Il tutto mentre sul web tinto d’azzurro spopola l’hashtag, #driesresta. «Comunque, sono sereno. Sono tranquillo, ma penso molto alla mia scelta». Gli chiedono del Napoli e di Napoli, la squadra di cui ha scritto i record di gol in tutte le competizioni, in campionato e nelle coppe europee, e la città per cui è Ciro. Uno scugnizzo nato per caso nelle Fiandre. L’unico, vero idolo della gente: «Pensavo di restare… E invece è strano che abbiano aspettato così tanto: in merito al rinnovo non ho ancora sentito nessuno. Spero di farvi sapere nei prossimi giorni o settimane». 

La trattativa

Due domeniche fa, però, Stirr Associates, e dunque lo studio legale di Keerbergen che cura i suoi interessi, ha spedito al Napoli una proposta di prolungamento annuale a 2,4 milioni di euro di ingaggio, più 1,6 milioni di bonus alla firma, più bonus legati agli obiettivi, più commissioni per i suoi agenti; una proposta rispedita al mittente. Da quel momento, silenzio. O meglio fino alle dichiarazioni di ieri: un terremoto ufficiale per il popolo azzurro, ancora un po’ scettico sul suo addio e soprattutto speranzoso di ritrovare le linguacce - e i capolavori - anche nella prossima stagione dopo il caffè bevuto sul terrazzo di casa insieme con De Laurentiis post Empoli. 

Il futuro di Mertens

E ora? Beh, lo ha detto Dries: vuole trovare un bel club. Una squadra dove possa continuare a fare quello che ha sempre fatto: i gol. I corteggiatori non mancano: Gattuso lo vorrebbe al Valencia; il Botafogo vorrebbe portarlo in Brasile; il Monaco e l’OM in Ligue 1; Sarri alla Lazio, ma le idee della società sono differenti; e i suoi agenti lo hanno anche proposto alla Roma. Si vedrà, come ha detto lui, dopo la Nations. Magari anche presto. Magari chissà: tutto dipende dal finale che il regista sceglierà per raccontare il tramonto di questo grande amore da kolossal durato nove anni e un figlio di nome Ciro. Già, è andata com’è andata: però mica era un calesse.


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