Roma, gioco di nervi: Scamacca sospeso, Morata congelato

Il West Ham tiene Gianluca in panca, Pinto esita e spera nelle cessioni: il destino di Karsdorp e Ibañez è la chiave della scelta dell'attaccante
Roma, gioco di nervi: Scamacca sospeso, Morata congelato
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Roberto Maida

INVIATO AD ALBUFEIRA - Escluso un’altra volta. Gianluca Scamacca non è ancora al cento per cento, deve ritrovare la condizione e il ritmo partita dopo sei mesi complicati dall’infortunio a un menisco, ma è andato in panchina anche nell’amichevole di ieri che il West Ham giocava contro i francesi del Rennes. Evidentemente David Moyes, il suo allenatore, sta studiando una formazione senza di lui per cominciare la Premier che parte il 12 agosto a Bournemouth. Se poi davvero dipenda da un’imminente cessione lo scopriremo presto. Di sicuro Scamacca non vede l’ora di tornare alla Roma. Lo ha detto apertamente e anche privatamente. Ora tocca a Tiago Pinto chiudere l’affare in Inghilterra, sapendo comunque che difficilmente il West Ham libererà il proprio centravanti di riserva in prestito libero, l’unica formula gradita ai Friedkin. La Roma può sfruttare la preferenza del giocatore e anche una concorrenza italiana timida: Inter e Milan, al di là di qualche sondaggio, non si sono mosse con convinzione. Ma Mourinho chiede celerità nelle operazioni, avendo il solo Belotti nel ruolo a tre settimane dall’inizio del campionato. 

A fari spenti

La sua speranza, d’altra parte, è sempre convincere i Friedkin a regalargli Alvaro Morata. Finché Morata resta all’Atletico Madrid, dove in questo momento non partirebbe titolare, non si può togliere dalla lista della Roma. Anzi, viene da pensare che Tiago Pinto non abbia presentato l’offerta decisiva per Scamacca proprio perché non ha mollato la presa sull’altro fronte. Però in quel territorio dove la spesa supera i margini dell’investimento, la proprietà agisce con enorme cautela. Tanto più che non ha ancora liberato l’organico dai due calciatori che, dopo un lungo passato da pilastri, sono diventati ridondanti: Ibañez e Karsdorp, anche se inclusi nel gruppo che Mourinho ha portato in Algarve, rappresentano le pedine finanziarie fondamentali per alzare l’asticella. Quando Tiago Pinto sarà riuscito a piazzarli, avrà il denaro che oggi manca da dirottare all’Atletico (15-16 milioni dovrebbero bastare) e allo stesso Morata (accordo già fatto fino al 2027 a 4,5 milioni a stagione più i bonus). Gli resterebbe anzi un piccolo gruzzolo che tra incasso e plusvalenza gioverebbe al bilancio.

La terza via

In questa ricerca affannosa del centravanti mancante, le attenzioni si sono concentrate su questi due nomi. Che in comune hanno la voglia frenetica di giocare nella Roma e il ruolo teorico da occupare. Per il resto, non potrebbero essere più diversi per caratteristiche e curriculum Scamacca e Morata. Il problema è sempre il solito: se non puoi scegliere il giocatore che ti piace di più, devi sfruttare le opzioni che si manifestano dalle vetrine del mercato. Un’altra, ove esistesse ancora una terza via, è l’inglese Calvert-Lewin, che cerca rilancio dopo due stagioni grigie. Il suo profilo è stato proposto alla Roma, per ora freddina all’idea di ospitarlo anche solo per un anno.  


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