Raspadori, oggi è il giorno. Soldi, documenti, telefonate, tutto quello che può succedere

Giacomo sta rientrando a Madrid dopo il ko a Gedda nella Supercoppa di Spagna. L’ultimo rilancio giallorosso può essere stato decisivo
Jacopo Aliprandi

ROMA - Lo sguardo della Roma, ieri sera, volava lontano, fino al King Abdullah Sports City, sulle coste del Mar Rosso. A una sessantina di chilometri da Gedda, in Arabia Saudita, andava in scena la semifinale di Supercoppa di Spagna tra Atletico e Real Madrid, uno di quei match che accendono la notte mondiale del calcio. Tutti pazzi per il derby madrileno vinto dai blancos? In parte. Ma a Trigoria e tra i tifosi giallorossi l’attenzione era altrove: su Giacomo Raspadori. Più che sul pallone, sulla panchina. Più che sul risultato, su quel rientro nella capitale spagnola dopo una partita vissuta da spettatore, senza neppure un minuto in campo, che profumava tanto di addio imminente.

Roma, Raspadori in chiusura

Il piccolo trolley da trasferta, quello sì, è già pronto per essere chiuso. Quello grande, da 23 chili, invece, sembra destinato a prendere la via di Fiumicino. Perché il trasferimento di Raspadori alla Roma non è mai stato così vicino. Al Fulvio Bernardini domina un cauto ma palpabile ottimismo, mentre Massara ha ormai la sensazione concreta di avere il giocatore in pugno. Le riunioni si sono susseguite senza sosta: ieri il vertice di mercato con Gasperini, Ranieri e Ryan Friedkin, prima ancora l’incontro con l’entourage del calciatore e le call con l’Atletico Madrid per limare gli ultimi dettagli. La struttura dell’operazione è chiara: prestito oneroso da 2,5 milioni, con diritto di riscatto fissato a 19 milioni più bonus. Una “penale” da versare agli spagnoli in caso di mancato acquisto. Un’operazione in ogni caso conveniente e che potrebbe consentire ai colchoneros di rientrare dell’investimento fatto la scorsa estate, quando Simeone lo convinse a lasciare Napoli. Proprio il Napoli che, negli ultimi giorni, ha provato a riaprire il discorso per riportarlo “a casa”, offrendo a Conte una soluzione già pronta e conosciuta. Ma il tempo, nel calciomercato, è tutto. E questa volta sembra essere scaduto.


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calciomercato Roma

Raspadori, operazione in discesa

Il condizionale resta d’obbligo nel calciomercato, ma la sensazione è che non ci saranno sorprese. Massara ha il dito sul mouse, pronto a cliccare “invio” per lo scambio dei documenti. Anche perché alla base dell’intesa c’è un segnale fortissimo lanciato al giocatore: centralità nel progetto, riscatto a fine stagione e un ulteriore rialzo dell’ingaggio, vicino ai 4 milioni netti a stagione. Un vero all-in. Un messaggio chiarissimo: la Roma vuole fare di Raspadori un perno del nuovo corso targato Gasperini, che non a caso ha già avuto più di un contatto diretto con il venticinquenne di Bentivoglio. Ora la strada è tutta in discesa. Solo un clamoroso dietrofront del giocatore potrebbe ribaltare il tavolo. L’accordo soddisfa tutte le parti, i dettagli sono da rifinire ma le sensazioni sono decisamente positive. L’obiettivo della Roma è chiudere entro la fine della settimana, consegnando a Gasperini uno dei rinforzi più attesi. Il tecnico, che oggi tornerà a parlare in conferenza stampa alle 13.30 dopo il silenzio assordante di Lecce, lo spera apertamente: tra la Coppa Italia e il campionato, contro il Torino, vorrebbe iniziare a vedere volti nuovi. E magari, finalmente, anche quello di Jack Raspadori in giallorosso. 

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ROMA - Lo sguardo della Roma, ieri sera, volava lontano, fino al King Abdullah Sports City, sulle coste del Mar Rosso. A una sessantina di chilometri da Gedda, in Arabia Saudita, andava in scena la semifinale di Supercoppa di Spagna tra Atletico e Real Madrid, uno di quei match che accendono la notte mondiale del calcio. Tutti pazzi per il derby madrileno vinto dai blancos? In parte. Ma a Trigoria e tra i tifosi giallorossi l’attenzione era altrove: su Giacomo Raspadori. Più che sul pallone, sulla panchina. Più che sul risultato, su quel rientro nella capitale spagnola dopo una partita vissuta da spettatore, senza neppure un minuto in campo, che profumava tanto di addio imminente.

Roma, Raspadori in chiusura

Il piccolo trolley da trasferta, quello sì, è già pronto per essere chiuso. Quello grande, da 23 chili, invece, sembra destinato a prendere la via di Fiumicino. Perché il trasferimento di Raspadori alla Roma non è mai stato così vicino. Al Fulvio Bernardini domina un cauto ma palpabile ottimismo, mentre Massara ha ormai la sensazione concreta di avere il giocatore in pugno. Le riunioni si sono susseguite senza sosta: ieri il vertice di mercato con Gasperini, Ranieri e Ryan Friedkin, prima ancora l’incontro con l’entourage del calciatore e le call con l’Atletico Madrid per limare gli ultimi dettagli. La struttura dell’operazione è chiara: prestito oneroso da 2,5 milioni, con diritto di riscatto fissato a 19 milioni più bonus. Una “penale” da versare agli spagnoli in caso di mancato acquisto. Un’operazione in ogni caso conveniente e che potrebbe consentire ai colchoneros di rientrare dell’investimento fatto la scorsa estate, quando Simeone lo convinse a lasciare Napoli. Proprio il Napoli che, negli ultimi giorni, ha provato a riaprire il discorso per riportarlo “a casa”, offrendo a Conte una soluzione già pronta e conosciuta. Ma il tempo, nel calciomercato, è tutto. E questa volta sembra essere scaduto.


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