Da Dovbyk e Dybala a Abraham e Lukaku: Roma, che acquisti da record senza Champions. Ma Gasperini ha chiesto...

In sei stagioni spesi 458 milioni sul mercato ma solo Wesley, Malen e pochi altri si sono imposti con continuità
Giorgio Marota
5 min

ROMA - Ai grandi magazzini di Trigoria le porte restano girevoli. Il solito tran tran ha causato un perenne via vai, così si è passati di rivoluzione in rivoluzione, cambiando un progetto dopo l’altro come fossero abiti di stagione, con un turnover monstre di calciatori e la solita costante: la lontananza dalla Champions League. Dal 2020 a oggi hanno tentato di qualificarsi sei diversi allenatori (Mou e Ranieri l’hanno sfiorata con una finale di Europa League e un 5° posto a -1 dal 4°), che hanno perlopiù discusso con quattro diversi uomini-mercato mentre chiedevano di rendere la Roma più forte, ma soprattutto sono arrivati 62 calciatori, al ritmo di oltre 10 l’anno. Gasp è ancora in corsa, è bene ricordarlo, e di recente ha ribadito quanto sia forte la sua volontà di approdare in un torneo «che mi manca».

Roma, i risultati

Questo enorme sforzo economico ha prodotto la 5ª piazza della passata stagione, tre sesti posti e un settimo in campionato, una serie di eliminazioni precoci dalla Coppa Italia e delle ottime cavalcate europee che hanno però causato più rimpianti che gioie, come raccontano le finali di Budapest (Euroleague) e Tirana (Conference). Poco, troppo poco, per le risorse investite e alla luce delle ambizioni di una proprietà che non ha mai nascosto la sua voglia di vincere uno scudetto. La Champions, che aiuterebbe il bilancio e farebbe lievitare i ricavi, non è ancora stata raggiunta e la squadra adesso ha sei partite per provarci. Comunque vada, Gasperini ha già fatto intendere quale idea abbia del futuro: «Si può andare su calciatori con contratti molto alti o puoi puntare sui giovanissimi, ma una piazza come Roma non so quanto possa recepire il messaggio. E poi se metti tanti giovani dentro il campo probabilmente abbassi anche le ambizioni della squadra. L’ideale per me è il target Malen-Wesley. Poi se ne trovi 10 così bene, se ne trovi 2, ne metti dentro 2». Ma sono state proprio queste parole a generare la reazione di Ranieri, lo strappo pubblico di venerdì dopo mesi di incomprensioni e il silenzio assordante che filtra da Trigoria e descrive una realtà spaccata e neppure intenzionata a trovare un punto d’intesa. Tra prestiti e acquisti, dal 2020 a oggi Friedkin ha speso 458 milioni di euro solo sul mercato dei calciatori, senza considerare il miliardo versato tra l’acquisto del club da Pallotta e le ricapitalizzazioni varie. C’è poi il tesoretto che la proprietà sta destinando al progetto stadio, addendrandosi nella complessa macchina burocratica della città e del Paese.

Roma, le cifre spese sul mercato

Tornando sui calciatori, l’esborso maggiore c’è stato nella stagione 2021-22 con 132,5 milioni. Gli acquisti più onerosi sono stati quelli di Dovbyk (38 milioni) e Abraham (41), ma la Roma ha anche elargito stipendi importanti, come gli 8 milioni netti di Dybala, i 7,5 di Lukaku e i 6,5 di Pellegrini. Dopo l’accordo con l’Uefa, anche sugli emolumenti è cambiata la strategia e abbattere il monte ingaggi è divenuto una priorità. Nonostante un paio di annate in attivo nel rapporto tra entrate e uscite (2022-23 e 2023-24), nelle altre stagioni Friedkin ha speso più di quanto abbia incassato dalle partenze. Da qui la necessità di tornare a realizzare delle plusvalenze. Dopo la brutta sconfitta di San Siro, il presidente ha fatto recapitare il messaggio che il tecnico non è in discussione e che la rosa, in estate, subirà una profonda ristrutturazione.

Se si trattattasse di una rivoluzione condivisa, pur con qualche sacrificio, andrebbe seguita la linea del tecnico. Ma a Roma, si sa, fare e disfare sono declinazioni dello stesso verbo.


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calciomercato Roma