Alajbegovic alla Roma: cosa è successo con Pjanic, l'accordo sull'ingaggio e le mosse per battere Milan e Napoli

Il diesse Massara ha incontrato il padre-agente del talento bosniaco, accompagnato dall’ex giallorosso
Jacopo Aliprandi
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Un’Ala in più per Gasp. E che Ala. La Roma cerca l’affondo, cerca la sorpresa, cerca quel colpo ad effetto che possa chiudere le tensioni interne e mettere d’accordo tutti. Un nome, un predestinato: Kerim Alajbegovic. Metti un pranzo sotto al sole primaverile di Roma tra Miralem Pjanic e Semin Alajbegovic, il papà del diciottenne. Poi una passeggiata tra le meraviglie della Città Eterna: Fontana di Trevi, il Colosseo, l’Altare della Patria. E ancora Via del Corso, fino a Piazza del Popolo, per salire su al Pincio e fermarsi davanti a quella cartolina che non stanca mai, con il Cupolone a dominare i tetti. Non è solo turismo, è molto di più. È una scenografia perfetta per un affare che può cambiare il futuro. Pjanic conosce Roma a memoria, la respira. Accanto a lui un ospite speciale, il padre e agente del talento bosniaco che ha stregato mezza Serie A con le sue giocate contro l’Italia. Un tour, sì. Ma soprattutto un impegno di mercato.

L'incontro a Roma

Il diesse Massara ha affondato il colpo. Incontro diretto, faccia a faccia, per portare avanti un’operazione che la Roma vuole trasformare in priorità. Perché su Alajbegovic c’è la volontà chiara di anticipare la concorrenza di Napoli e Milan. La mediazione di Pjanic non è nata ieri. I primi contatti risalgono a fine marzo, quando i fili hanno iniziato a intrecciarsi. E non è escluso che Massara abbia già giocato una carta importante: il Fulvio Bernardini tra lunedì e ieri. Far vedere Trigoria, raccontare il progetto Friedkin, spiegare perché la Roma oggi è un laboratorio di crescita, con Gasperini pronto a trasformare il talento in rendimento. Un racconto concreto, non promesse vuote.

Le cifre

Anche perché sul tavolo ci sono numeri chiari. L’ingaggio non spaventa: base sotto il milione di euro, con una crescita progressiva tra bonus e parte fissa. Un modello già applicato, come nel caso di Pisilli, destinato a toccare i 2 milioni più bonus negli anni. Una politica sostenibile, ma ambiziosa. Il nodo vero è il cartellino. Kerim Alajbegovic gioca nel Salisburgo ma è stato riacquistato dal Bayern Leverkusen per otto milioni. Una mossa che racconta quanto il ragazzo sia considerato. E il futuro? Altrove. Con una valutazione che oscilla tra i 25 e i 30 milioni. Una cifra importante, che accende l’interesse di club in tutta Europa.

Gli altri club interessati

Per questo il padre sta continuando il suo giro: Inghilterra, Spagna, Italia. La Roma è stata la prima a muoversi in Serie A, ma non sarà l’unica: Napoli e Milano (sponda rossonera) potrebbero essere le città del nuovo giro “turistico” di Semin e Pjanic. Eppure qualcosa si è acceso nella Capitale, e le sensazioni sono positive da entrambi i lati. Perché il profilo incarna alla perfezione l’idea di mercato dei Friedkin e, forse, anche quella di Gasperini che chiede certezze come Malen e Wesley, e forse Alajbegovic potrebbe essere un innesto come l’esterno brasiliano: giovane ma di chiara qualità. Un’ala pura, ambidestra, elettrica. Rapido, feroce nell’uno contro uno, con un istinto naturale per l’area di rigore. Dodici gol e quattro assist alla prima stagione tra i grandi, a soli diciotto anni. Gasperini lo ha osservato, studiato, apprezzato. E l’impressione è stata più che positiva. Perché in quel ragazzo c’è qualcosa che non si insegna: la fame, l’istinto, la luce. La Roma cerca proprio questo. Giovani, ambizione, futuro. E in mezzo a una passeggiata romana, tra storia e bellezza, può essere nato qualcosa di molto più grande: un’idea concreta, un progetto, forse un colpo. Alajbegovic è un diamante ancora da levigare, ma già abbastanza brillante per far sognare.


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