Roma, per la rivoluzione l’idea è Manna: intanto i rinnovi sono sospesi

Il futuro di Massara andrà chiarito, come diesse agli americani piace l’uomo mercato del Napoli: ha già vinto e alla Juve ha lavorato con i giovani
Giorgio Marota
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ROMA - I rinnovi sono sospesi, sui prestiti con diritto di riscatto non è stata ancora pronunciata l’ultima parola e per quanto riguarda il mercato in entrata, fin qui, nelle segrete stanze di Trigoria si è parlato più di profili e di posizioni da rinforzare che di veri e propri nomi ai quali dare la caccia. Nella Roma che ha allontanato il consulente Ranieri e in cui mancherebbero pure un amministratore delegato, un direttore tecnico, un general manager o un direttore generale, entro la fine della stagione rischia di non esserci più neppure lo stesso direttore sportivo. Massara, senza lo scudo di Sir Claudio, è esposto ai venti. E le raffiche che arrivano da Houston non lasciano presagire nulla di buono. Tanto che la proprietà avrebbe già raccolto diverse informazioni su Giovanni Manna, l’attuale uomo mercato del Napoli, cercato un anno fa pure dal Milan. Manna, 37 anni, è un profilo giovane e ambizioso e ha già lavorato in grandi piazze, come il Napoli appunto o la Juve, dove è stato responsabile della Primavera, direttore sportivo della Next Gen - Fagioli, Miretti, Huijsen, Iling Junior, Soulé e Yildiz sono passati sotto il suo sguardo attento - e infine “Head of First Team”, una sorta di direttore della prima squadra. Ha osservato e coltivato centinaia di talenti dai campi di provincia ai palcoscenici internazionali e ha già lavorato con allenatori di alto profilo come Zeman, Allegri e Conte. Per liberarlo dal Napoli, col quale ha un contratto fino al 2029, Friedkin dovrebbe pagare una penale a De Laurentiis. Gasperini potrebbe trovare col giovane diesse quell’unità d’intenti mancata con Massara. «Niente di personale - ha detto ieri il tecnico - ma non è scattato il feeling e l’allenatore dovrebbe essere complementare al direttore sportivo».

Roma, la rivoluzione

Dicevamo, alla luce delle incertezze interne, di come Roma non abbia ancora fatto dei piani definitivi per il futuro. I ragionamenti, tra l’altro, sono in corso pure sullo staff medico, finito in rotta di collisione con quello tecnico per delle divergenze sul recupero dei calciatori. «Siamo impegnati sul presente», ha detto Gasperini, ma questo ragionamento è il segnale di una rivoluzione in fieri. «Crescere, migliorare e ottenere risultati» è la direttiva che Friedkin ha voluto spedire all’ambiente rinunciando a Ranieri. Il fatto che nel comunicato di ieri non ci sia stato alcun accenno alla posizione del direttore sportivo non esclude - anzi alimenta - una possibile svolta. Dopo Inter-Roma, il presidente ha rotto gli indugi e tracciato la linea (silenziosa, s’intende): la rivoluzione tecnica che ha in mente non coinvolgerà l’allenatore ma finirà per intaccare una parte sostanziosa della dirigenza e della rosa, alla quale viene imputata l’incapacità di andare oltre il limite del 5°-6° posto.

Dan non ha investito oltre 1,2 miliardi nella Roma, acquistato 62 calciatori e cambiato 6 allenatori in 6 stagioni per restare stabilmente fuori dalla zona Champions. Tra esigenze legate al fair play finanziario, esuberi e cessioni necessarie per reinvestire il tesoretto in attacco, sono molti i calciatori (almeno 10) in bilico. La ristrutturazione profonda potrebbe essere affidata a un nuovo diesse.


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