Quante plusvalenze dovrà fare la Roma entro il 30 giugno: i due piani per la Uefa e chi potrebbe partire
Cessioni, plusvalenze, conti da sistemare e una deadline che incombe come un conto alla rovescia già partito. In casa Roma il tema è caldissimo: manca esattamente un mese per generare le plusvalenze necessarie a rispettare il settlement agreement firmato con l’Uefa e la strategia è chiara, almeno nelle intenzioni. Evitare l’emorragia di big e sacrificare il meno possibile. La Roma cerca la formula giusta per piazzare una sola cessione pesante, ma i margini sono stretti e le valutazioni sono già iniziate. L’idea è quella di combinare l’uscita di un giovane con quella di un titolare: una plusvalenza da 10-15 milioni con Ziolkowski e poi uno tra N’Dicka, Koné e Soulé. Una soluzione dolorosa ma ritenuta la più sostenibile per non smontare ulteriormente la squadra. E proprio Gasperini ha già fatto capire quali sarebbero le sue priorità. Il tecnico non vorrebbe privarsi di Koné, protagonista di una crescita evidente nell’ultima parte di stagione. Dal centrocampista francese ha ricevuto risposte importanti, per questo la sua eventuale partenza sarebbe vissuta quasi come un sacrificio tecnico oltre che economico. Diverso il discorso sugli altri nomi. L’agente di N’Dicka si sta già muovendo all’estero per sondare club interessati, mentre anche l’entourage di Soulé sta lavorando su possibili destinazioni. La sensazione è che il mercato romanista entrerà presto nella fase più delicata, quella in cui bisognerà scegliere chi trattenere e chi invece sacrificare per sistemare i conti.
Il piano B sul mercato
A Trigoria stanno valutando anche una strada diversa, più complessa ma potenzialmente decisiva. Il club studia la possibilità di posticipare la chiusura del settlement agreement alla prossima stagione. Nell’intesa firmata con Nyon nel 2022 esiste una clausola che permette di usufruire di una stagione aggiuntiva per rientrare nei parametri del massimo di 60 milioni di perdite nei tre anni di monitoraggio. Un’opzione resa possibile dal rispetto del settlement agreement nei due anni precedenti. La Roma potrebbe quindi decidere di “spalmare” il deficit su un anno in più, guadagnando tempo e soprattutto evitando cessioni affrettate in un momento in cui anche il Mondiale di mezzo può cambiare le valutazioni dei giocatori. Una partita finanziaria che vale quasi quanto quella sul campo.
