Marsiglia fuori dalla Champions, furia De Zerbi: "Dobbiamo chiedere scusa. Io primo responsabile ma..."

Dopo il tracollo con il Bruges, l'allenatore dell'OM ne ha per tutti: le sue parole in conferenza stampa fanno discutere

BRUGES (BELGIO) - Serata da dimenticare per il Marsiglia in Champions League. La formazione di mister Roberto De Zerbi crolla 3-0 al 'Jan Breydel' contro i padroni di casa del Bruges e, complice il successo del Benfica sul Real Madrid, è fuori dai playoff per differenza reti. Un'uscita di scena inaccettabile per il tecnico italiano che, in conferenza stampa, si è sfogato così, puntando il dito soprattutto contro i suoi giocatori: "È un’eliminazione molto brutta, difficile da accettare, ma bisogna farlo. Non si può iniziare una partita storica in questo modo, non è possibile. Dobbiamo esserne consapevoli e capire il perché. Io sono il responsabile - spiega De Zerbi - ma tutti dobbiamo farci un esame di coscienza. In campo c’era tanta esperienza. Non so quale sarà la reazione dei miei giocatori, non so nemmeno cosa fare adesso. È davvero duro ed è molto negativo per tutti". Poi sottolinea: "Sapevamo che il Bruges era una squadra forte, ma così no. Non so se questa eliminazione condizionerà il resto della stagione. Sono uscito arrabbiato. Anche se ci fossimo qualificati, non sarei stato contento".

Marsiglia, furia De Zerbi: "Il club non è costante, serve un esame di coscienza. Mai visto niente di simile in 13 anni"

Il tecnico italiano dell'OM, visibilmente scosso, rincara poco dopo la dose: l'attacco, senza mezzi termini, è ancora una volta contro i suoi giocatori e contro i vertici del club. "La mancanza di continuità dei miei giocatori - spiega De Zerbi - è normale in un club che non è costante. Penso di avere ragione, ma non posso difenderci: è troppo evidente. È una mia responsabilità, ma non sono l’unico che può sistemare le cose. Quello che abbiamo visto stasera è stato troppo violento, troppo brutale. In tredici anni di carriera non avevo mai visto una cosa del genere. Non abbiamo scuse. Tutti devono fare un esame di coscienza. E soprattutto, tutti devono stare zitti".


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Champions League

De Zerbi: "Dobbiamo chiedere scusa, non meritavamo la qualificazione"

Anche ai microfoni di 'Canal +', l'allenatore del Marsiglia ha espresso tutto il suo disappunto per l'eliminazione in Champions League: "Non siamo mai riusciti a segnare, né nel primo né nel secondo tempo. È una brutta giornata, bisogna chiedere scusa. Guardando la partita di oggi, non meritavamo di passare", ammette De Zerbi. "È una sconfitta senza scuse. Quando inizi un match storico sullo 0-2, torni a casa".

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BRUGES (BELGIO) - Serata da dimenticare per il Marsiglia in Champions League. La formazione di mister Roberto De Zerbi crolla 3-0 al 'Jan Breydel' contro i padroni di casa del Bruges e, complice il successo del Benfica sul Real Madrid, è fuori dai playoff per differenza reti. Un'uscita di scena inaccettabile per il tecnico italiano che, in conferenza stampa, si è sfogato così, puntando il dito soprattutto contro i suoi giocatori: "È un’eliminazione molto brutta, difficile da accettare, ma bisogna farlo. Non si può iniziare una partita storica in questo modo, non è possibile. Dobbiamo esserne consapevoli e capire il perché. Io sono il responsabile - spiega De Zerbi - ma tutti dobbiamo farci un esame di coscienza. In campo c’era tanta esperienza. Non so quale sarà la reazione dei miei giocatori, non so nemmeno cosa fare adesso. È davvero duro ed è molto negativo per tutti". Poi sottolinea: "Sapevamo che il Bruges era una squadra forte, ma così no. Non so se questa eliminazione condizionerà il resto della stagione. Sono uscito arrabbiato. Anche se ci fossimo qualificati, non sarei stato contento".

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Il tecnico italiano dell'OM, visibilmente scosso, rincara poco dopo la dose: l'attacco, senza mezzi termini, è ancora una volta contro i suoi giocatori e contro i vertici del club. "La mancanza di continuità dei miei giocatori - spiega De Zerbi - è normale in un club che non è costante. Penso di avere ragione, ma non posso difenderci: è troppo evidente. È una mia responsabilità, ma non sono l’unico che può sistemare le cose. Quello che abbiamo visto stasera è stato troppo violento, troppo brutale. In tredici anni di carriera non avevo mai visto una cosa del genere. Non abbiamo scuse. Tutti devono fare un esame di coscienza. E soprattutto, tutti devono stare zitti".


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